Silvia Raggi

La rete è il mio mondo

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Il freezer ecologico è solare!

News tratta da www.yeslife.it

Utilizzare il sole come metodo di raffreddamento. L’idea, realizzata ma non ancora in commercio, è venuta al designer Ruben Iglesias che ha pensato di collocare sul coperchio di un frigorifero da picnic due celle fotovoltaiche in grado di convertire l’energia prodotta in freddo consentendo di utilizzare il dispositivo per mantenere alla giusta temperatura cibi e bevande durante un viaggio in automobile, per un picnic o una gita al mare.

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L’eco-frigo ha anche la possibilità di utilizzare le due celle solari come torce per l’illuminazione. Dotate di lampade che sfruttano la tecnologia a LED sono in grado di differenziare la loro attività, accendendosi una alla volta, per illuminare mentre il dispositivo continua a generare energia per mantenere bassa la temperatura all’interno del dispositivo portatile sfruttando l’induzione magnetica.
Qualora si avesse bisogno di utilizzare entrambe le celle come fonti luminose il sistema di refrigerazione entra in blocco inserendo un meccanismo di conservazione del freddo all’interno del frigorifero. Grazie alla possibilità di regolare la torcia su tre diversi tipi di illuminazione, tra cui la modalità sos ed intermittenza, il frigo può risultare utile in caso di pericolo o semplicemente in momenti in cui si necessità di maggiore illuminazione. fonte: rinnovabili.it

560mila moduli solari per il Brandeburgo

lieberose_4_02Pianura di pannelli

Quando alla fine del 2009 sarà a regime genererà 53 megawatt di potenza attraverso i suoi 560mila moduli solari distribuiti su un’area di 162 ettari, pari a 210 campi di calcio. Un’energia, questa, che verrà immessa direttamente nella rete elettrica del Brandeburgo per contribuire a soddisfare il fabbisogno dei circa 2,5 milioni di abitanti della regione. “Questo progetto dimostra la grande dinamicità delle nuove fonti di energia’’, ha commentato il candidato socialdemocratico alla cancelleria, Frank-Walter Steinmeier. “Esso è fondamentale per far fronte al cambiamento climatico e crea centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro”, ha aggiunto.
Realizzato dalla tedesca Juwi e dall’americana First solar, il nuovo parco sorge all’interno di quello che fino all’inizio degli anni Novanta era il più grande campo di addestramento militare dell’ex Germania dell’est, denominato appunto Lieberose, oggi di proprietà della Regione. L’intera aerea è di circa 27mila ettari, di cui circa 300 sono stati concessi in leasing alla Juwi. “Lieberose rappresenta un esempio di successo che unisce la protezione del clima, l’alta tecnologia e la conservazione attiva della natura”, ha detto in un comunicato il co-fondatore della Juwi, Matthias Willenbacher.

Friburgo, la città solare

Articolo del: 23/06/09
Fonte: yeslife – Articolo scritto da Autoambiente.com, il portale della mobilità sostenibile.

Il vero “paese del sole” è in Germaniafriburgo3.

Un luogo dove il 30% della viabilità stradale è dedicato alle biciclette (oltre 400 km) e dove i quartieri sono a basso consumo energetico. Non stiamo parlando di un altro pianeta in una dimensione parallela.
Parliamo di Friburgo, in Germania a meno di 450 km da Milano. La città è nota anche come Solar city. Qui negli anni ’70 è stata fatta la scelta – c’era la crisi petrolifera (e c’è anche adesso) – di puntare sulle fonti di energia rinnovabili.
Già nel ’96, in linea con il Protocollo di Kyoto, si è posta l’obiettivo di ridurre del 25 % l’emissione di CO2 entro il 2010. Poiché la scadenza è prossima e l’impegno sembra dover essere coronato dal successo, la città ha “alzato l’asticella” e si è posta un nuovo traguardo per il 2030, l’ulteriore taglio del 40% delle emissioni di CO2.
Una politica energetica pluripremiata
La politica energetica di Friburgo, una volta affidata al carbone, si basa ora su tre principi: l’efficienza energetica; l’uso di nuove tecnologie che sfruttino insieme calore ed energia (co-generazione); l’impiego di energia derivata da fonti rinnovabili, in particolare l’energia solare. Tale politica, nel concreto, si è tradotta in numerosi progetti, molti dei quali già portati a termine.
Sul fronte “solare”, la regione di Friburgo può contare su ogni tipo di applicazione: solare fotovoltaico (oltre 450 installazioni), solare termico (per l’acqua calda), stanze solari o “giardini invernali”, progetti per il solare passivo, raffreddamento solare, sistemi di isolamento solare trasparenti che convertono il calore di una parete esposta al sole in energia termica utilizzabile. Una serie di soluzioni che ha consentito alla città di vincere ripetutamente il premio German Solar Bundesliga che onora le città tedesche con il maggior numero di kW installati di panelli fotovoltaici. Al momento gli edifici dei pochi quartieri che costituiscono l’origine del progetto riescono già a fornire il 5% dell’intera elettricità consumata a Friburgo (200.000 abitanti). Una percentuale che è incrementata se si considerano anche le produzioni da altre fonti rinnovabili, quali eolico, idroelettrico e biomasse, e che dovrebbe raddoppiare entro il 2010.
Modelli alla luce del sole: Vauban, Schlierberg, Rieselfeld
In modo particolare, molte di queste soluzioni sono presenti nel quartiere di Vauban, a due chilometri dal centro storico. Qui quasi 6000 abitanti vivono in case dotate di tecnologie solari attive, quali pannelli solari e fotovoltaici, integrati nell’architettura sostenibile, in modo da fungere da vetrate semitrasparenti, tettoie o da protezione per i balconi. Tutti gli edifici sono costruiti interamente in legno, eccetto le fondazioni e il piano seminterrato, rifiniti con materiali naturali, dotati di tripli vetri e di un elevato isolamento termico. Il costo di costruzione delle case è superiore di circa il 3%, ma il loro consumo energetico e le emissioni di CO2 si riducono del 30%.
All’interno del quartiere si trova il così detto “isolato solare” “Am Schlierberg”. Tutti gli edifici sono a basso consumo energetico (con dispersione < 65 kWh/m2a) in modo da dover richiedere ulteriore energia termica – generata dall’impianto di co-generazione ad alta efficienza, alimentato per l’80% da trucioli di legno e per il 20% da gas naturale – solo per poche settimane all’anno. Altre rispettano gli standard “casa passiva” (consumi pari a 15 kWh/m2a), mentre 50 unità residenziali sono indipendenti dal punto di vista del fabbisogno energetico e, addirittura, producono un surplus di energia che viene fornito alla rete, (vengono infatti chiamate “Plusenergiehauser”).

Continua..