Silvia Raggi

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ZeroEmission Rome 2009

Fonte: zeroemissionn Rome 2009

ZEROEMISSION ROME, giunto alla quinta edizione, è l’evento di riferimento per tutte le aziende e gli operatori interessati allo sviluppo delle energie rinnovabili, all’emission trading e alla sostenibilità ambientale in Italia e nel grande e promettente mercato del bacino del Mediterraneo.

La manifestazione è composta da diversi saloni dedicati a: elettricità dal vento; mercato dei crediti di carbonio; CCS (Carbon Capture and Storage); tecnologie fotovoltaiche; impianti solari a concentrazione e tecnologie per la loro produzione; fonti rinnovabili agricole; tecnologie e industria dei biocarburanti liquidi sostenibili.
L’edizione di quest’anno si svolge su quattro padiglioni (erano tre nel 2008) pari a una superficie espositiva di oltre 30.000 metri quadri, con un aumento del 30% rispetto all’anno scorso. Gli espositori sono più di 400, con una forte caratterizzazione internazionale: il 25% proviene, infatti, da 27 Paesi esteri. I visitatori attesi sono 25.000.
Nell’ambito della manifestazione si tengono numerose conferenze, workshop e incontri dedicati ai temi più attuali nel dibattito energetico e climatico mondiale, che coinvolgono i massimi esperti internazionali e i visitatori. L’attività congressuale, particolarmente qualificata, è uno dei punti di forza dell’evento e lo caratterizza quale opportunità di aggiornamento professionale. Le sessioni in programma sono ben 56, con 377 relatori.
ZEROEMISSION ROME si svolge nel nuovo quartiere espositivo di Fiera di Roma, situato a poca distanza dall’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” e ben servito anche da ferrovia, trasporti pubblici e autostrade. In questa posizione strategica è, quindi, facilmente raggiungibile dai visitatori sia italiani sia esteri.

Greenpeace anche a Roma, orsi polari senza casa

Orsi polari senza casa invadono Roma, c’è lo zampino di Greenpeace
Martedì 07 Luglio 2009 – Articolo di Simona Falasca
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Roma invasa dai clochard. Non è l’ultimo allarme lanciato dalla Caritas, ma la nuova provocazione di Greenpeace alla vigilia del G8 affinché vengano presi provvedimenti contro il cambiamento climatico in atto che sta sciogliendo i ghiacciai. Sì perché i senza-tetto in questione avvistati ieri mattina a Circo Massimo, Castel Sant’Angelo, via della Conciliazione e davanti al Colosseo, erano.. orsi polari.
Gli anomali “barboni” mascherati da orsi bianchi, alcuni disorientati in mezzo al traffico, altri sfiniti a terra con tanto di cartello “Vittima del riscaldamento globale”, si sono aggirati per la città eterna, sotto gli occhi stupiti dei romani, alla ricerca di cibo e riparo perché orfani della calotta polare ristretta per effetto del global worming.
E in questo caso neanche il modulo abitativo portatile Wheelly avrebbe potuto aiutarli perché stando a quanto denunciato da Greenpeace la perdita totale della loro casa potrebbe avvenire già dalle estati del 2030, come pure quella dei ghiacciai alpini prevista per il 2050-2070. A quel punto però anche le vittime umane del clima saranno milioni.
“La riduzione dei ghiacci artici è la principale causa di perdita dell’habitat naturale dell’orso polare, ora a rischio estinzione per effetto del riscaldamento globale”, spiega Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace: “È quello che potrebbe accadere al 20-30 per cento delle specie viventi il cui rischio di estinzione aumenterà se la temperatura media terrestre dovesse crescere oltre i due gradi centigradi. E oggi la scienza ci avverte che il Pianeta sta correndo verso un aumento di sei gradi al 2100″.
Perché continuando così il problema in futuro non sarà l’invasione di finti orsi polari senza tetto, ma di milioni di profughi ambientali che potranno salire fino a 700 milioni nel 2050.
Quello che l’associazione teme, a soli 5 mesi dalla conferenza di Copenhagen e all’atteso accordo “salva-clima” per la riduzione delle emissioni di CO2 al 2020, è che l’Italia durante il G8 possa giocare al ribasso, mancando una forte leadership politica per affrontare la più grave crisi ambientale della storia.

Fonte: www.greenme.it