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Napoli: ricariche telefoniche in cambio di rifiuti differenziati
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Articolo tratto da www.yeslife.it – Alessandro Ingegno
Ispirandosi a modelli nordeuropei il quartiere di Chiaia cerca di incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti che a Napoli, nel 2009, ha raggiunto il 20%.
Ricariche per i telefoni cellulari in cambio di rifiuti differenziati. E’ questa l’idea (non poi così originale, ma senza dubbio incentivante) lanciata dalla prima municipalità di Napoli per incrementare la raccolta differenziata in uno dei quartieri più chic e commerciali della città partenopea.

Il progetto, inizialmente solo per la plastica, prevede l’installazione di macchine compattatici le quali, sulla base del quantitativo di rifiuti inserito, rilasciano uno scontrino con un punteggio che darà diritto ad ottenere ricariche telefoniche.
“Le compattatrici – spiegano i promotori della municipalità in una nota – sono state posizionate in alcuni esercizi commerciali del territorio. L’obiettivo è di estendere quanto più possibile questa iniziativa, coinvolgendo tutti i centri commerciali della nostra municipalità”.
Le macchine sono state posizionate in alcuni esercizi commerciali del territorio come l’elettroforno di Piazza San Luigi, il Conad di Via Manzoni, il Crai della Torretta a Mergellina, ed i commercianti di Piazza Mondragone.
L’obiettivo dei promotori è ovviamente quello di estendere quanto più possibile questa iniziativa, coinvolgendo tutti i centri commerciali della zona. L’iniziativa napoletana, come detto, si pone così sulla scia di altre realtà già affermate da tempo. L’idea infatti non è nuova.
Già da diversi anni negli Stati Uniti e nei paesi del nord Europa è facile vedere persone che, per racimolare qualche moneta in più, raccolgono bottiglie di plastica o lattine di alluminio nei cestini per poi portarle in queste macchinette computerizzate.
Oltre ai paesi scandinavi dove il credito in cambio di materiali differenziati è ormai una realtà affermata e consolidata da anni, da un po’ di tempo anche l’Ungheria sta facendo piccoli passi avanti: a Budapest è infatti possibile rendere le bottiglie di vetro oramai vuote e ricevere in cambio una piccola somma di denaro.
Recentemente anche ad Atene, città che proprio lo scorso mese è si è ritrovata sommersa dai rifiuti per uno sciopero degli operatori ecologici e per la mancanza di disponibilità dei greci ad ospitare discariche, sono state installate macchine compattatici computerizzate che in cambio di vetro, plastica, carta e perfino batterie scariche erogano scontrini dando diritto a crediti che gli utenti ricicloni possono utilizzare per la spesa.
macchina raccolta differenziata,guadagnare con raccolta differenziataMa anche in Italia ci sono altre realtà simili a quella in sperimentazione a Napoli.
Continua..
Veneto riciclone
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Al Veneto la palma del riciclo
sempre male le grandi città
La regione del nord est si piazza al primo posto nella classifica di Legambiente. Cessalto il comune più virtuoso. Roma e Milano sotto la soglia. Migliora in sud
La palma del Comune più “riciclone” spetta a Cessalto. La cittadina in provincia di Treviso si piazza al primo posto della classifica di Legambiente che ogni anno assegna gli Oscar del riciclo ai Comuni che gestiscono meglio i propri rifiuti. Cessalto, 3.754
abitanti, oltre ad aver conseguito il 77,8% di raccolta differenziata, ha l’indice di buona gestione più alto in Italia: 87,6. Ma non c’è solo il Nord. Anche nella Campania assediata dall’emergenza rifiuti, infatti, sono 61 i comuni da cui prendere esempio in materia di differenziata. Spicca il risultato di Salerno, unico capoluogo riciclone del centro sud, ad aver raggiunto il 45,7% di raccolta differenziata.
Classifica per regioni. Con una percentuale del 64% sul totale dei Comuni, è il Veneto a svettare in cima alla classifica delle regioni, seguito dalla Lombardia con il 25,2% (389 comuni ricicloni), il Friuli Venezia Giulia con il 21,9% di ricicloni sul totale e il Piemonte con il 19,5%. Predominio veneto anche nella classifica dei Comuni con oltre i 10.000 abitanti: i primi posti sono occupati al nord da Sommacampagna, Roncade, e San Biagio della Callalta.
Piccoli comuni. Tra i piccoli Comuni nelle prime trenta posizioni troviamo ben 29 realtà del nord est dislocate tra Veneto e Trentino Alto Adige. Avanzano anche le Marche e si segnalano i buoni risultati di Potenza Picena e Montelupone entrambi in provincia di Macerata e della Sardegna che ottiene premi nelle singole filiere e un premio come Regione (è passata dal 3% di raccolta differenziata del 2002 al 38% a dicembre 2008). Al sud sono campani i comuni nelle prime tre posizioni: San Marco dei Cavoti in provincia di Benevento, seguito da Rofrano (Salerno) e Cerreto Sannita (Benevento).
Meno divario tra nord e sud. Nella classifica dei Comuni in testa c’è il nord ma anche al sud ci sono buoni segnali: hanno superato la soglia d’ingresso del 45% 127 amministrazioni del sud (contro le 71 dello scorso anno) e 41 del centro. Maglia nera alle grandi città. Nessuna infatti ha superato la soglia stabilita per essere “riciclona”: Milano è rimasta al 35,4%. A Roma va ancora peggio (19,5%). Per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, al nord vince Verbania (con il 72,8 %), seguita da Novara (70,9 %) e Asti (62,1%).
“Sono 10 milioni gli italiani che abitano nei 1280 Comuni Ricicloni 2009 – ha detto Andrea Poggio, vicedirettore Nazionale Legambiente – e confermano che riciclare si può, anzi, si deve. Non solo: hanno dimostrato che basterebbe estendere le raccolte differenziate a tutto il Paese per dare un contributo fortissimo agli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. Attivando servizi di raccolta differenziata hanno evitato l’emissione in atmosfera di 2,8 milioni di tonnellate di CO2, pari al 6% di dell’obiettivo del protocollo di Kyoto per l’Italia. A questo risultato si aggiungono i quasi 7 milioni di tonnellate di rifiuti sottratte al business discarica”.
“I commissariamenti – continua il presidente di Legambiente – non hanno prodotto nulla e il concreto rischio di diffondere la moda dei termovalorizzatori è il vero nemico della raccolta differenziata. Come abbiamo ribadito più volte per migliorare è indispensabile passare dalla riduzione attraverso il sistema di tassazione a quello di tariffazione che, dove è stato applicato, ha dato risultati più che significativi”.
Quest’anno per diventare Comune Riciclone bisognava aver superato la soglia del 45% di raccolta differenziata, nell’anno 2008. Mentre, ai comuni sotto i 10.000 abitanti delle regioni del Nord Italia la giuria ha imposto il superamento della soglia del 55%.
Fonte: www.repubblica.it – ambiente
Meno rifiuti, piu’ raccolta differenziata
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www.yeslife.it e egazette.it
Pubblicato l’11° rapporto Rifiuti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) relativo ai rifiuti urbani del 2007.
Analizzando i dati, si nota che la produzione pro capite di rifiuti urbani è passata dai 550kg/abitante del 2006 a 546kg/abitante, con il valore più alto registrato nel Centro Italia 630kg a persona, seguito dal Nord con 539 e il Sud a 508.
Si ferma anche la crescita della produzione totale nazionale a 32,5 milioni di tonnellate nel 2007, con un incremento pari allo 0,1%.
Ci sono notizie positive riguardo la raccolta differenziata, che ha mostrato un aumento dell’1,7% nel 2007, raggiungendo il 27,5% della produzione totale dei rifiuti, ancora però lontano dal 40% fissato dalla legislazione per il 2007; con il Nord al 42,4%, il Centro con il 20,8 e il Sud all’11,6%. Il Trentino Alto Adige è in testa alla classifica con il 53,4%, seguito dal Veneto al 51,4% e terzo posto spetta al Piemonte col 44,8%. Grazie a sistemi di raccolta domiciliare la Sardegna è passata dal 9,9% del 2005 al 27,8% del 2007.
Migliorando la raccolta differenziata, è diminuita la quantità di rifiuti portati in discarica, anche se continua ad essere troppo alta, arrivando al 46,7% del totale nel 2007, con un calo del 2,4% rispetto al 2006, merito quasi esclusivo del Nord Italia. La Lombardia è la regione che smaltisce meno in discarica, con appena il 10% dei rifiuti prodotti nella regione, seguono ma con percentuali più alte il Friuli Venezia Giulia (28%) e il Veneto (29%). Fonte: egazzette.it
