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Mediterraneo tropicale
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LaRepubblicaRISCALDAMENTO GLOBALE – Flaminia Festuccia a colloquio con Vittorio Innocente.
Barracuda, donzelle e pesci luna
Mediterraneo mare “tropicale”
Nel nostro mare avvistate sempre più spesso specie tipiche dei mari caldi. Vittorio Innocente, subacqueo e recordman, ha incontrato e fotografato un barracuda a Portofino. “Ormai è anche nei menu della Riviera”

ROMA – Faccia a faccia con un barracuda, ma non siamo in una laguna tropicale. Ormai questi pesci carnivori e voraci, dalla forma affusolata, si possono incontrare anche al largo della Liguria. Come l’esemplare fotografato in questi giorni a Portofino da Vittorio Innocente, che oltre ad essere un grande appassionato del mondo marino è noto anche per i numerosi record di immersione in bicicletta sui fondali. Giochi del caso, la bicicletta “subacquea” con cui il 23 luglio scorso ha raggiunto i 66,5 metri di profondità si chiama proprio “Barracuda”.
Da quanto tempo si assiste alla tropicalizzazione del Mediterraneo?
“Il fenomeno non è recente, l’arrivo di specie tropicali era iniziato già con l’apertura del canale di Suez a fine Ottocento, che ha permesso il passaggio di pesci e alghe non autoctoni. Queste specie però hanno iniziato ad essere più presenti ora per via dell’innalzamento della temperatura delle acque”.
E’ davvero un fenomeno così consistente?
“Nella mia immersione di ieri la temperatura era di 21,7 gradi, molto al di sopra delle media stagionale. E anche in inverno, ormai, è da tempo il mare è più caldo, non mi succede più di trovare l’acqua a 12-13 gradi come qualche anno fa”.
Quali sono gli effetti più evidenti sugli abitanti del mare?
“Ultimamente vedo moltissima mucillagine. Ieri ad esempio ho visto delle gorgonie completamente ricoperte e ho provato a pulirle un po’ per farle “respirare”, cosa che consiglio di fare – con un po’ di attenzione perché sono organismi delicati – anche agli altri subacquei”.
Quali specie tropicali si avvistano con più frequenza?
“Nel mar Ligure si vede spesso la donzella pavonina, e il pesce luna, una specie bellissima, che di solito passa nel mese di agosto si incontra già da aprile. Ho visto anche esemplari di sarago faraone, ma per lo più in Sicilia, vicino Cefalù. E poi sono aumentate moltissimo anche le meduse, se ne vedono banchi enormi. Per non parlare delle alghe, che proliferano per via delle acque più calde. Anche gli uccelli hanno cambiato le loro abitudini, come l’airone cinerino che in inverno non migra più, perché con la temperatura più alta trova sempre pesce. E i pescatori si lamentano, dicono che gli fa concorrenza”
I barracuda sono un incontro frequente?
“Di barracuda ce ne sono tantissimi, ora si trovano persino in pescheria e proposti nel menu di tanti ristoranti della Riviera”.
Li ha mai assaggiati?
“In viaggio sull’Oceano ne ho mangiati tanti, hanno una carne bianca, delicata, molto magra”.
Pensa che stiano creando dei problemi all’ecosistema?
“Sicuramente. Si tratta di pesci predatori, molto voraci, che mangiano qualsiasi cosa. E grazie alla forma allungata riescono a intrufolarsi nelle reti dei pescatori per mangiare i pesci intrappolati. Così quando si tirano su le reti rimangono solo le teste e gli scarti”.
Fonte: www.repubblica.it – ambiente
8 giugno giornata mondiale degli oceani
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Dal sito del Corriere 
Giornata mondiale degli oceani: il cambiamento climatico e’ un rischio
08 Giugno 2009
La giornata mondiale degli Oceani, che si celebra l’8 giugno, quest’anno ha come tema centrale: “Un Oceano, un clima, un futuro”. L’oceano ha infatti un’importanza centrale nel cambiamento climatico in atto. Fornisce ossigeno, regola la temperatura della Terra e rappresenta un’importante fonte di cibo per l’umanita’. La nostra sopravvivenza e’ legata a filo doppio ed inesorabilmente alla salute di quella imponente quantita’ di acqua che ricopre la maggior parte del pianeta: ben il 72% della superficie terrestre e ospita 3/4 delle specie animali viventi. Meta’ degli abitanti della Terra – 3 miliardi di persone – vive a meno di 80 km dalla costa ma si prevede che tra 30 anni diventeranno 6 miliardi. Questa situazione provoca gravi conseguenze in termini di inquinamento che, unito all’eccessivo e spesso sconsiderato sfruttamento delle risorse ittiche, costituisce una seria minaccia alla sopravvivenza del Pianeta Blu. (Agr)
