Archivio per la tag 'green economy'
Le metropoli alla sfida verde contro l’assedio delle auto
Pubblicato da admin
Fonte: www.repubblica.it – Ambiente – di FEDERICO RAMPINI
Da Madrid a Londra si insegue Il modello New York. Il sindaco Bloomberg annuncia la rivoluzione verde: tram, bici, taxi collettivi e isole pedonali. La Grande Mela punta a diventare laboratorio della Green Economy obamiana
NEW YORK – Londra ha aperto la strada con il pedaggio d’ingresso in città per tutte le auto. Parigi ha innovato con “Vélib”, il parco-biciclette da affittare, sistema copiato nel mondo intero. Pechino ha costruito sei linee di metrò nuove per le Olimpiadi. Ora New York è decisa a fare ancora meglio. Adottando progressivamente le soluzioni “verdi” delle sue rivali, la Grande Mela punta al primato in questa gara. La posta in gioco: diventare il modello della metropoli del terzo millennio, nell’èra post-automobile. È una competizione che può diventare un business, trasformerà i mega-agglomerati urbani nei laboratori della Green Economy. Per questo New York prepara una vera rivoluzione del traffico, che deve portare all’emarginazione dell’auto privata dalle sue strade.

Ci crede Michael Bloomberg. Questo conservatore illuminato, insieme al californiano Arnold Schwarzenegger, è l’esponente dell’altra destra americana: quella che non ha difficoltà a trovare convergenze con Barack Obama. Sull’ambiente di sicuro. Al suo terzo mandato come sindaco di New York, il miliardario Bloomberg vuole passare alla storia proprio come un leader della lotta all’inquinamento. La sua formidabile reputazione di uomo d’affari lo aiuta a vincere battaglie che per altri sarebbero ostiche. “Quando ho fatto l’isola pedonale a Times Square – dice Bloomberg – i commercianti della zona erano contro. Adesso, visto il successo dell’esperimento, con l’aumento del turismo e dello shopping, sono i commercianti di altri quartieri a chiedermi: perché non si fa anche da noi?”.
Non a caso, le nuove isole pedonali sono uno dei tasselli della rivoluzione verde che cambierà lo stile di vita a Manhattan. Dopo il successo a Times Square, ecco le nuove candidate-isole: nella City finanziaria di Wall Street potranno essere chiuse al traffico Fulton Street e Nassau Street; è possibile che diventino oasi senza auto anche Finn Square nel quartiere di Tribeca (celebre per le gallerie d’arte), e Astor Place vicino ai campus della New York University. Idem per un tratto di Broadway nella zona del Columbus Circle, in modo da facilitare l’accesso alle numerose istituzioni culturali del Lincoln Center (Metropolitan Opera).
Nel frattempo sono già al nastro di partenza i taxi collettivi. Le prime autorizzazioni riguardano i posteggi di taxi più frequentati come le stazioni ferroviarie Grand Central e Penn Station, il terminale degli autobus di lunga percorrenza Port Authority Bus Terminal. I taxi sono abilitati a raccogliere più passeggeri per destinazioni diverse. Così si abbassano sia i costi per i clienti, sia le vetture in circolazione. Parigi fa scuola per i “Vélib”: Bloomberg punta a offrire 10.000 biciclette in affitto con appositi posteggi. E in parallelo bisogna garantire ai ciclisti la sicurezza.
Continua..
Il Canada abbraccia la green economy: sviluppo e lavoro
Pubblicato da admin
Articolo di ROSARIA AMATO per www.repubblica.it – Ambiente
La “rivoluzione verde” è tra le principali strategie di sviluppo economico del Paese del Nord America, che ne fa anche una questione di competizione con gli Usa: “Molti stati al di là del confine guardano con attenzione a quello che noi stiamo facendo”
Il Canada abbraccia la green economy “Dall’ambiente sviluppo e posti di lavoro”.
Dal lago Ontario la Enwave ricava energia ‘pulita’ a costi bassi per una settantina di grandi edifici della City.

TORONTO – Per molti è il futuro, ma la green economy per il Canada è già adesso un fondamentale motore di sviluppo e un polo di attrazione per gli investimenti stranieri. Come quello appena effettuato da una cordata coreana guidata dalla Samsung, che si è impegnata a investire 6,6 miliardi di dollari (l’equivalente di 4,7 miliardi di euro) nella provincia dell’Ontario per la creazione di centrali solari ed eoliche per un totale di 2,5 gigawatt. “Non si tratta solo di promuovere le energie alternative e le tecnologie non inquinanti – spiega il ministro canadese dell’Industria Tony Clement – per noi ‘rivoluzione verde’ significa anche sviluppo economico, e creazione di posti di lavoro”.
Non solo: porre l’accento sulla green economy può tradursi anche in una sorta di sfida ai vicini Stati Uniti: “Noi vogliamo essere leader nel settore dell’energia eolica, solare, e dalle biomasse, e farne un motore economico – conferma Sandra Pupatello, ministro dello Sviluppo Economico e del Commercio dell’Ontario – Sappiamo che molti stati Usa ci guardano con attenzione, a cominciare dalla California. Contiamo di fare da traino, anche grazie alla ricerca e agli investimenti nelle nuove tecnologie, dimostrando che grazie alla green economy tutto il sistema prospera”.
Una scommessa che già sta dando molti frutti, anche in termini di soluzioni all’avanguardia per la produzione di energia, i trasporti, la tecnologia. Ma che non è priva di contraddizioni: mentre ci sono province canadesi come l’Ontario che hanno varato normative che promuovono e finanziano le aziende che investono in energie alternative e soluzioni tecnologiche che rispettino l’ambiente, a cominciare dal ‘Green energy act’, il Canada probabilmente non formalizzerà i propri obiettivi sulle riduzioni di emissione dei gas serra entro il 2020 per il prossimo 31 gennaio. La scadenza fissata a Copenaghen, ha detto qualche giorno fa il segretario esecutivo dell’Unfccc, Yvo de Boer, in effetti verrà disattesa da molti paesi. E il ministro Clement ha sottolineato nel corso di un incontro con alcuni giornalisti stranieri le difficoltà del Canada ad assumere impegni precisi alla scadenza pattuita, nel caso in cui non lo facciano contemporaneamente gli Stati Uniti.
Ma intanto investimenti e progetti vanno avanti, e il Canada diventa ogni giorno di più una vetrina interessante di quanto di meglio si produca nel campo dell’energia pulita. Non c’è soltanto il contratto con la Samsung, che è stato già definito come “il più grande affare sulle energie rinnovabili mai siglato”, e che porterà alla creazione di 16mila posti di lavoro nell’Ontario e alla produzione di una quantità di energia elettrica pari a quella di tre centrali nucleari di media grandezza, sufficiente a coprire il fabbisogno di 580mila case (l’Ontario ha circa 13 milioni di abitanti).
Ci sono anche soluzioni originali e particolarmente all’avanguardia, come quella adottata da qualche anno da Enwave Energy Corporation Deep Lake Water Cooling Facility, che ha messo a punto un sistema che utilizza l’acqua presa in profondità dal lago Ontario per il riscaldamento d’inverno e il raffreddamento d’estate di una settantina di grandi edifici, risparmiando sui costi. L’acqua destinata ai consumi urbani di Toronto viene succhiata da una “cannuccia” lunga cinque chilometri che scende a 83 metri sotto il lago Ontario. L’acqua che arriva, destinata a essere filtrata e potabilizzata, ha la temperatura di circa 4 gradi d’inverno e 5 d’estate. Un sistema che permette di risparmiare fino all’80 per cento dei costi. Continua..
