Silvia Raggi

La rete è il mio mondo

Archivio per la tag 'Danimarca'

L’isola “rinnovabile”

Articolo di Antonia Jacchia da www.corriere.it

samso-flygbild-ballen

L’energia dalla paglia: ecco l’isola a impatto zero
Samso, in 10 anni dagli sprechi alla rivoluzione verde. CO2 ridotta del 140 per cento con e fonti rinnovabili

L’isola che c’è. Verde, sostenibile al 100%, indipendente dal punto di vista energetico, a emissioni zero. Samso, un lembo di terra a due ore di traghetto da Copenhagen, è diventata in dieci anni un esempio di rivoluzione ecologica. Nelle case immerse nel verde il frigorifero, la tv e tutti gli elettrodomestici sono alimentati con l’energia del vento e il riscaldamento va con il sole o con caldaie a trucioli di legno o paglia. Un bel cambiamento per questa minuscola isola bagnata dal Kattegat (il tratto di mare che separa la penisola danese dalla Svezia) che fino a dieci anni fa si riscaldava a nafta e importava il 100% dell’elettricità dalla terra ferma. Oggi i suoi 4400 abitanti producono più energia di quella che consumano. E grazie alle fonti rinnovabili che coprono la totalità dei loro bisogni elettrici e il 70% di quelli termici hanno ridotto del 140% le emissioni di CO2 a un costo di 15 mila euro per abitante. Tutto comincia nel 1997 quando il governo del Regno di Danimarca si dà un obiettivo ambizioso: aumentare la produzione di energie rinnovabili fino a coprire il 35% del fabbisogno energetico del Paese entro il 2030. E cerca un luogo dove sperimentare, un laboratorio in miniatura di sostenibilità. La scelta cade su Samso, un’isola dedicata all’agricoltura e all’allevamento, probabilmente destinata al declino: i giovani in cerca di futuro sono costretti ad abbandonare famiglia e isola solo per andare alle superiori e poi nella maggior parte dei casi non rientrano più. In quelle condizioni la sfida del governo di fare di Samso la «prima isola danese dell’energia rinnovabile» non è scontata. La municipalità è presa alla sprovvista, gli abitanti sono scettici. Ma c’è qualcuno che ci crede, Soren Hermansen. Nato da una famiglia di agricoltori Hermansen, abbandona l’isola a 16 anni per andare a studiare. Dopo diverse esperienze all’estero (fino in Nuova Zelanda) all’insegna dell’agricoltura bio rientra a Samso con una laurea in ecologia e la volontà di promuovere i temi ambientali. Allora quarantenne si candida subito ed è il primo impiegato del progetto del governo. E gli altri?

Continua..

Casa Attiva, produce più energia di quella che consuma

Notizia tratta da www.corriere.it; seganalata da Pasquale Mormile

bandiera_danimarca
La prima “casa attiva” a emissioni zero: genera più energia di quella che consuma
È stata costruita a Lystrup, vicino Aarhus, in Danimarca. La progettista: «Stiamo costruendo un’idea»
Produce più energia di quella che consuma, ha un computer centralizzato che controlla temperatura e clima degli interni ed è superecologica. La prima “casa attiva” (Active House), abitazione che usa tecnologie innovative in grado non solo di rendere gli alloggi autosufficienti da un punto di vista energetico, ma anche capaci di produrre energia in eccesso, è stata costruita a Lystrup, quartiere periferico di Aarhus, in Danimarca. L’unica pecca è il prezzo: l’abitazione costa circa 570.000 euro. Un giornalista del quotidiano inglese Guardian è andato sul posto per vedere questo gioiello tecnologico a emissioni zero.
RISCALDAMENTO ED ELETTRICITA’ – La parte del tetto che si affaccia a sud è coperta completamente da pannelli solari e da cellule fotovoltaiche: l’energia assorbita dai primi sarà utilizzata per riscaldare la casa, mentre le seconde convertiranno l’energia dei raggi del sole in elettricità. Il computer controllerà le temperature interne ed esterne e automaticamente aprirà o chiuderà le finestre quando è necessario. L’energia in eccesso potrà essere venduta dai proprietari della casa agli enti pubblici della zona e secondo il Guardian in 30 anni, i guadagni ottenuti dovrebbe coprire la somma versata per costruire la casa.
CONVENIENZA – Secondo gli studiosi questo tipo di abitazione è molto più conveniente delle cosiddette “case passive”, molto di moda in alcuni Stati ecologisti, come l’Austria, la Germania e i paesi scandinavi. Le case passive riescono ad ottenere «il benessere termico> grazie alla particolare forma dell’ edificio che consente di risparmiare circa l’80 per cento dell’energia rispetto a una casa normale (in queste abitazioni è quasi nullo l’utilizzo di elettrodomestici o di impianti convenzionali come i termosifoni o le caldaie). Tuttavia, le case attive, grazie alla loro innovativa tecnologia riescono a far meglio perché producono un eccesso di energia e sono completamente ecologiche. «Molte persone credono che se una cosa è ecologica, deve essere per forza complicata» afferma Rikke Lildholdt, project manager che ha ideato questa casa attiva. Invece secondo la progettista non vi è nulla di complesso: «Si tratta di vivere una vita confortevole in una casa che produce più energia di quella che usa» dichiara entusiasta la Lildholdt.
PRIMA FAMIGLIA – Quella dei Simonsen sarà la prima famiglia a vivere in questa casa supertecnologica. In tutto, il nucleo familiare è costituito dal Sverre, il capofamiglia, Sophie, sua moglie e due bambini, uno di otto anni e l’altro di sei. Si trasferiranno il prossimo primo luglio e resteranno nell’abitazione circa un anno. Durante questo periodo scriveranno giorno dopo giorno un diario per raccontare le loro impressioni e il loro rapporto con la casa. Alla fine l’unica pecca sembra essere il prezzo, forse un po’ eccessivo: la casa costa circa 570.000 euro, ma secondo Lildholdt quando diventerà un “prodotto commerciale” il suo prezzo non supererà quello di un normale trilocale. Attualmente altre nove case attive sono in costruzione in Europa. «Non stiamo costruendo case. Stiamo costruendo un’idea» commenta orgogliosa la Lildholdt.
Francesco Tortora
21 maggio 2009 (ultima modifica: 22 maggio 2009)