Silvia Raggi

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La Cina risparmia 1,6 milioni di tonnellate di petrolio dicendo NO ALLE BUSTE DI PLASTICA

Articolo di Eva Perasso da Corriere della Sera online

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Cina, un anno senza buste di plastica. In 12 mesi di divieto dei sacchetti il gigante asiatico ha risparmiato 1,6 milioni di tonnellate di petrolio
MILANO – Non usare le buste di plastica, a favore di carta e stoffa: una goccia nel mare della lotta all’inquinamento, ma non se il Paese a farlo ha le dimensioni della Cina. Qui infatti, a un anno dall’entrata in vigore del divieto di usare la plastica per impacchettare la spesa, il conto del risparmio energetico è davvero positivo: risparmiati 1,6 milioni di tonnellate di petrolio e salvati dall’uso 40 miliardi di sacchetti. Sulle alternative alla plastica, però, è una ricerca canadese a mettere in allarme i consumatori: le buste in stoffa infatti, seppur resistenti ed ecologiche, non sarebbero igieniche e darebbero problemi alla salute. Risultati interessanti, ma di parte: la ricerca è infatti commissionata dalla Canadian Plastic Industry Association, ovvero la lobby delle aziende canadesi produttrici di plastica.
La cinese Chain Store and Franchise Association ha fatto i conti a quasi un anno dalla legge che ha impedito la produzione di buste in plastica di spessore inferiore ai 0,025 millimetri e soprattutto ha vietato ai negozi la distribuzione gratuita ai clienti di sacchetti. Queste regole, introdotte il 1° giugno scorso, hanno portato alla chiusura della più grande fabbrica statale di plastica del Paese, e hanno convinto la grandi associazioni ambientaliste come Greenpeace della bontà della misura per combattere l’inquinamento bianco. Un anno dopo la legge, il bilancio è positivo: anche se molti negozianti – soprattutto i piccoli venditori – continuano a distribuire buste in plastica eludendo la regola, la Cina avrebbe comunque risparmiato 1,6 milioni di tonnellate di petrolio e rinunciato a 40 miliardi di sacchetti, con un crollo del loro consumo pari ai 2/3 rispetto a un anno fa. Il prossimo passo, sostiene l’associazione promotrice della ricerca, sarà donare gratuitamente borsine di stoffa riutilizzabili a tutti i cittadini.

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27 comuni europei fanno il tifo per la bici

bicicletteArticolo tratto da www.ermesambiente.it
Si è conclusa nei giorni scorsi a Bruxelles la conferenza internazionale “VELO-CITY 2009”: sindaci e rappresentanti dell’Unione Europea hanno firmato una Carta degli impegni per le due ruote. Con l’obiettivo di attivare strumenti e politiche che entro il 2020 rendano sostenibile il 15% degli spostamenti nelle città europee. Tra i firmatari, il Comune di Reggio Emilia.
Reggio Emilia, 20 maggio 2009 – Sollecitare Commissione e Parlamento europeo ad attivare politiche specifiche per portare nei Paesi dell’Unione Europea l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto abituale dall’attuale 5% al 15% complessivo entro il 2020.
Attivare allo stesso tempo iniziative locali finalizzate a far salire al 15% il “modal share” (ripartizione modale) della bicicletta e a ridurre del 50%, entro il medesimo termine, gli incidenti mortali che colpiscono i ciclisti migliorando la sicurezza delle strade ciclabili.
Sono questi i due punti nodali della “Carta di Bruxelles”, il documento sottoscritto nei giorni scorsi da 27 Comuni europei e da rappresentanti dell’Unione Europea in occasione della giornata di chiusura della quindicesima edizione della Conferenza internazionale sulla ciclabilità “VELO-CITY 2009”. Un impegno preciso per innalzare il livello di mobilità sostenibile all’interno dei contesti urbani europei: tra i firmatari, oltre alla città di Reggio Emilia, anche Bruxelles, Milano, Monaco di Baviera, Siviglia, Edimburgo, Tolosa, Bordeaux, Timisoara, Izmit e Portland negli USA.
Tra le azioni caldeggiate, l’istituzione di un Ufficio europeo della Mobilità ciclistica e la costituzione di un intergruppo parlamentare sulla mobilità in bicicletta. Un invito esplicito viene poi fatto alla Commissione affinché supporti e incentivi adeguatamente le politiche locali della ciclabilità con risorse finanziarie congrue. In occasione di “VELO-CITY 2009”, il Comitato Economico e Sociale Europeo ha poi lanciato il primo “Lessico europeo della ciclabilità”, contenente termini chiave sul mondo della bici in tutte le 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea. In chiusura, il presidente dell’European Cyclists’ Federation, Manfred Neun ha dato appuntamento all’edizione “Global” del Velo-City, passando il testimone dell’organizzazione al sindaco di Copenhagen che nel 2010 ospiterà l’iniziativa (dal 23 al 26 giugno).