Silvia Raggi

La rete è il mio mondo

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Il mio cielo natale: Ariete ascendente Acquario, Luna in Gemelli.

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Un’amica sta studiando il mio oroscopo, partendo dal mio cielo natale. Pubblico ciò che mi ha scritto.

“L’energia e la foga del segno dell’Ariete si intrecciano  con l’assoluto bisogno di libertà  dell’Acquario. Forte il desiderio di avventura, di superare i confini. Non resiste al chiuso, ha bisogno della luce che evoca il nome stesso (Raggi), di aria, di spazi aperti e di natura (il carattere “silvano” , Silvia). Deve fare, cercare il nuovo, lanciarsi nel flusso della vita come una guerriera, viaggiare e scrivere (Luna in Gemelli). Avverte  l’urgenza interna di comunicare ciò che fa al suo prossimo, come fosse una missione ardua (Giove in Capricorno in 11esima). Per capire il mondo cerca una visione da un punto alto, distante (Urano al medio cielo) o si immerge negli abissi dell’inconscio (Mercurio opposto Plutone in 8° casa  in Scorpione) con una grande capacità di ascolto. Ha bisogno di radicamento, il colore rosso del chakra radice, e lo cerca anche attraverso la sicurezza materiale. Venere e Marte trigoni in segni di acqua la rendono estremamente sensibile. Saturno governatore della 12esima  in cuspide di 9° casa, assieme a Marte sempre in 9°, rendono i suoi viaggi avventurosi, pericolosi e con una valenza scoprente rispetto allo scopo ultimo della sua esistenza. La dominante Uraniana la inclina verso tutto ciò che è tecnologico e avanguardista, non escluso il cinema. Non sopporta l’ipocrisia. E’ sempre se stessa.”

UE, “più attenzione agli imballaggi”

Dal sito www.ecosportello.orga2kcv34ca23zmibcaub4gldcaragfmicadu0h56cal41nkacabtqb89cai0gakpcamttn4acac2qijicabon3zjcaun0s71cakm7g5wcah9h7kccanhqcxuca4lctmeca0vaudwcapsp7ttcafqwwc31

Ue, “Più attenzione agli imballaggi”
L’Unione europea chiede agli Stati membri a fare di più in materia di riciclo e riutilizzo degli imballaggi, specialmente quelli delle bevande. In una comunicazione inviata dalla Commissione, l’Ue sollecita un impegno maggiore nel mettere in campo tutte le azioni necessarie per attuare compiutamente la normativa di riferimento, valorizzando i sistemi nazionali di riutilizzo degli imballaggi, che in alcuni settori registrano delle buone performance: in particolare quelli per gli imballaggi da trasporto (casse e pallet, ma anche per gli imballaggi di bevande nel settore alberghiero, della ristorazione e del catering). In altri settori invece, come quello delle bevande, si sconta un forte ritardo.
La Commissione raccomanda quindi agli operatori di rendere più uniformi i prodotti da imballaggio, in modo da utilizzarli in tutto il mercato interno e sollecita gli Stati membri a adottare prescrizioni uniche per tutto il territorio europeo, evitando il ricorso a misure unilaterali, che compromettono l’applicazione di misure più ambiziose di carattere ambientale e il rispetto di garanzie a difesa della della concorrenza.

Le Regioni dicono NO al nucleare. Da www.sviluppoenergia.blogspot.com

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Passato al senato il decreto che darà il via al “ritorno al nucleare”. Incredibile a credersi (o forse no) ma l’Italia si stà avviando verso una regressione in ambito di approvvigionamento; mentre altri paesi si mobilitano per lo smantellamento delle centrali nucleari noi avviamo progetti costosissimi che non potranno essere funzionanti prima di una decina di anni.

Alla richiesta del governo di individuare siti idonei alla costruzioni di impianti di produzione nucleare le regioni rispondono “No, grazie.” e chiedono di seguire le indicazioni della’unione europea che vuole ridurre del 20% consumi ed emissioni di gas serra in atmosfera entro il 2020, e di aumentare della stessa percentuale la quantità di energia prodotta attraverso le fonti rinnovabili.
Questo si legge sul sito della regione Toscana:

Secondo l’assessore regionale all’energia e all’ambiente è impossibile imporre queste scelte per decreto, passando sulla testa dei cittadini, senza contare che la tecnologia che il Governo vuole sposare è vecchia, insicura ed antieconomica. Con la previsione dell’autorizzazione unica, sostitutiva di ogni licenza, esclusa la valutazione di impatto ambientale si rischia di mortificare sia le istituzioni locali che i cittadini .
Secondo la Regione il Governo invece di puntare sulle rinnovabili e dare impulso alla nuova green economy, avvia il Paese su una strada irta, pericolosa e che non porta alla soluzione del problema energia.

Già oggi la Toscana produce quasi il 30% del fabbisogno  energetico attraverso fonti rinnovabili e si punta al 50% per il  2020.

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Enel apre al minieolico, di Mauro Spagnolo, da rinnovabili.it

2087Grandi impianti o microgenerazione distribuita? Una alternativa possibile.

L’Enel Green Power lancia le sue strategie commerciali nel settore eolico di piccola taglia diffondendo i mini-impianti attraverso la propria rete in franchising di Enel.si, composta da circa 450 installatori, presenti su tutto il territorio nazionale.

La società Enel Green Power, dedicata allo sviluppo ed alla gestione delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo, ha lanciato a Roma una nuova iniziativa espressamente rivolta all’innovazione di settore. Protagonista il mini-eolico, l’ultimo erede tecnologico dei vecchi mulini a vento che, se in Paesi come gli Stati Uniti ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione, in altri, come l’Italia, nonostante la maturità della tecnologia e la presenza di incentivi ad hoc, sembra ancora stentare a decollare. 
Eppure, come è emerso dall’incontro capitolino, nel nostro Paese esistono grandi potenzialità e, nonostante un quadro normativo ancora non uniforme, sono presenti Regioni come Puglia, Toscana, Lazio e Campania che iniziano a mostrare una sensibile vocazione eolica. Continua..

Premiati i custodi della Biodiverrsità A. Cianciullo da Repubblica

petriniC’è Slimane Bekkay, un agricoltore algerino avvolto in una grande tunica bianca, è piccolo e porta una meletta minuscola ma profumatissima: senza di lui non esisterebbe più. C’è Isabella Dalla Ragione, che assieme al padre Livio creando Archeologia arborea ha salvato dall’estinzione la pera ghiacciola, che disseta più di un bicchier d’acqua, e la mela agostina, piena di liquido come una spremuta. Ci sono Carlo Petrini e Antonio Onorati, che si battono per difendere le basi genetiche e sociali dell’agricoltura. C’è Jose Esquinas-Alcazar, che prima ha raccolto 400 varietà di melone in Spagna e poi ha passato 22 anni alla Fao a difendere le diversità delle colture. Ci sono Panagiotis Sainatoudis, che ha recuperato 1.500 varietà vegetali e le ha distribuite a 30 mila contadini greci, e Ismail Abdel Galil, il fondatore della banca genetica del deserto egiziano. Sono i custodi della diversità nel Mediterraneo premiati in Campidoglio. Le loro sono storie di resistenza, resistenza alla pialla che livella il pianeta cancellando la ricchezza che la vita ha accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione.
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L’eolico di alta quota: un brevetto italiano. Di A. Cianciullo da Republica

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L’Italia resta in gara sull’eolico anche attraverso tecnologie sperimentali. A Bruxelles, alla conferenza Sustainable development: a challenge for European research (26 – 28 maggio) viene presentata la relazione di Mario Milanese, docente di Controlli automatici al Politecnico di Torino, sull’eolico di alta quota. Il progetto consiste in alcune decine di aquiloni, mossi da un sistema di regolazione computerizzato, che si muovono a una quota compresa tra i 500 e gli 800 metri e servono a far girare una giostra capace di produrre energia. Per costruire una centrale da mille megawatt, capace di sostenere circa un trentesimo del consumo elettrico italiano, basterebbe un’area di due chilometri di raggio. La centrale inoltre non ha bisogno di grandi pilastri verticali, che devono essere capaci di resistere frontalmente alla pressione del vento, perché tutto si basa sul movimento di rotazione impresso a una struttura cilindrica: le vele della giostra salgono in alto, la struttura resta a fior di terra. In questo tipo di eolico il punto critico non riguarda più la meccanica ma l’elettronica: il controllo dei bracci computerizzati che governano i cavi da tre millimetri degli aquiloni.

Arriva in Giappone il primo cellulare ibrido

D’ ora in poi batelefoninosterà una bella giornata di sole per ricaricare un cellulare, almeno in Giappone. E’ stato infatti presentato ieri a Tokyo il primo telefonino ibrido in grado di ricaricare la batteria per mezzo di speciali pannelli solari, oltre che con la tradizionale alimentazione a corrente elettrica.  Il nuovo modello, battezzato Solar Hybrid 936sh, è stato presentato da Softbank, terzo operatore di telecomunicazioni giapponese e prodotto da Sharp.

La principale caratteristica del terminale è la possibilità di ricaricare la batteria con l’energia solare grazie a minuscoli pannelli fotovoltaici montati sul coperchio del telefonino, che permettono di accumulare con dieci minuti di esposizione al sole una carica sufficiente per due ore in standby o un minuto di conversazione, mentre uno speciale rivestimento garantisce all’apparecchio la totale impermeabilità all’ acqua.

Fonte: Leggo 20/05/2009

Un giorno senza carne, segnalato da Angelica Facchin

 

Gand, città vegetariana
Al via il giorno “senza carne”

Si comincia questa settimana: il giovedì solo menù verdi. Da settembre si aggiungono le mense scolastiche. Per ridurre la carbo

n footprint e combattare obesità e malattiedi ALESSIA MANFREDI su Repubblica

 
este_13132312_23300GIOVEDI’ zucchine, melanzane o insalata mista. Bistecca? Proibita. Succede in Belgio, più precisamente a Gand, la prima città amica dell’ambiente ad istituire ufficialmente u

n giorno alla settimana rigorosamente vegetariano. L’iniziativa presa nel cuore delle Fiandre orientali viene presentata oggi. E il “veggiedag” parte da questa settimana. Il buon esempio verrà dato in primis dai funzionari pubblici e dai politici, che, almeno il giovedì, rinunceranno all’amata fettina per virare decisamente su un menù verde. Da settembre toccherà poi ai bambini, cittadini consapevoli in erba, che alla mensa scolastica per un giorno non troveranno più la carne.   

A dare l’annuncio ufficiale oggi è Tom Balthazar, consigliere comunale della città, che si occupa di salute e ambiente. E per far digerire meglio l’iniziativa ai più riluttanti, il comune ha invitato i cittadini a festeggiare e ad assaggiare spuntini gourmet – rigorosamente vegetariani – comunica la Eva, Ethical Vegetarian Alternative, organizzazione che ha cooperato alla creazione della campagna cittadina. Continua..

Buste di plastica, il governo fa marcia indietro ma la Coop no.

Da Repubblica, articolo di A. Cianciullo
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Buste ecologiche, le Coop giocano d’anticipo. Dal 29 maggio niente sacchetti di plastica
Il governo rimanda l’impegno per il passaggio ai contenitori ecocompatibili. Ma si parte lo stesso. Da Firenze.

Il governo rimanda l’impegno a passare alle buste ecocompatibili e la grande distribuzione lo scavalca muovendosi autonomamente, in sintonia con gli impegni europei e i paesi industrializzati che hanno deciso di mettere al bando i vecchi shopper in plastica. Dal 29 maggio i sacchetti di plastica saranno vietati in tutti i 98 punti vendita di Unicoop Firenze. Al loro posto arriveranno i sacchetti biodegradabili che possono essere utilizzati per la raccolta differenziata dei rifiuti organici e diventare compost, un terriccio utile in agricoltura e giardinaggio. 

Le Coop partono sostituendo 60 milioni di shopper a Firenze e puntano a estendere rapidamente la rivoluzione dei contenitori ecologici in tutta Italia. Già nell’ultimo anno e mezzo sono state distribuite gratuitamente 660 mila sporte adatte a fare la spesa e durare nel tempo. Un altro mezzo milione di borse, con il marchio l’Ambiente in mente è stato acquistato da soci e clienti che si sono attrezzati per fare a meno dei sacchetti usa e getta. Ora si passa all’abolizione completa degli shopper che imbrattano fiumi e campagne sostituendoli con borse in cotone o con i sacchetti della Mater-Bi, la plastica biodegradabile che viene dal mais. 

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SOS dal triangolo dei Coralli – Repubblica

dire_15768613_26130Conferenza sugli oceani, allarme per l’area fra Indonesia orientale, Filippine, Malesia e Nuova Guinea. L’aumento di temperatura e di acidità dei mari corrode forme e colori creatisi in milioni di anni
di ANTONIO CIANCIULLO

Una formazione corallina
ROMA – Per tre specie di coralli su quattro questa è l’unica casa disponibile. Ed è una casa che sta cedendo sotto il peso del riscaldamento globale: l’aumento di temperatura e di acidità dei mari corrode le forme e i colori di una bellezza che si è creata nel corso di milioni di anni. E’ per questo che l’allarme della Conferenza mondiale sugli oceani parte da qui, dal Triangolo dei coralli che si estende tra le coste dell’Indonesia orientale, delle Filippine, della Malesia, di Papua Nuova Guinea, delle Isole Salomone, di Timor-Leste.

E’ uno scampolo d’acqua, circa l’1 per cento della superficie della Terra, ma in quest’area sono racchiusi il 30 per cento delle barriere coralline mondiali, il 76 per cento delle specie dei coralli presenti in tutto il pianeta e il 35 per cento delle specie di pesci che vivono nelle barriere coralline.

Sui rischi per la biodiversità e sul valore naturalistico di quest’area non si discute. Ma, per la prima volta con tanta decisione, il Wwf ha puntato l’analisi sugli effetti sociali della devastazione ambientale. “Se non si chiudono i rubinetti dell’inquinamento i nostri figli vedranno distruggere i tesori biologici del Triangolo dei coralli nel corso di questo secolo, mentre diminuirà la capacità di ripresa dell’ambiente costiero a causa della cattiva gestione delle risorse”, ha detto Ove Hoegh-Guldberg dell’Università di Queensland, a capo del team di esperti che ha stilato il rapporto del Wwf sul Triangolo dei coralli a rischio. “La povertà aumenterà, diminuirà la sicurezza alimentare e decine di milioni di persone dovranno abbandonare gli insediamenti rurali e costieri a causa della perdita di case, cibo e reddito, finendo per premere sulle città della regione e sulle nazioni vicine come l’Australia e la Nuova Zelanda”.

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