Silvia Raggi

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Archivio per la categoria 'Notizie'

Esperimento sulla tracciabilità dei rifiuti

ESPERIMENTO AL MIT DI BOSTON
Etichette intelligenti per tracciare i rifiuti
Il MIT ha realizzato un dispositivo in grado di seguire il percorso della spazzatura dalla pattumiera in poi

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MILANO – Se le campagne tradizionali per la sensibilizzazione alla raccolta differenziata e al riciclaggio dei rifiuti non producono effetti positivi degni di nota, prova a scendere in campo la tecnologia. Un gruppo di ricercatori del MIT – Massachusetts Institute of Technology – ha annunciato un progetto di mappatura dei rifiuti basato su speciali etichette elettroniche.
IL PROGETTO – Ogni tipologia di scarto avrà il proprio chip che monitorerà la vita dei rifiuti dal momento in cui finiscono nella pattumiera a quando vengono smaltiti definitivamente, seguendo passo dopo passo tutto il percorso dal cestino di casa fino alla discarica e oltre. Un tentativo, dunque, per rendere trasparente la catena di raccolta, sottolineando eventuali inefficenze nel sistema di smaltimento e riciclaggio.
PRIMI TEST – Le città campione che testeranno per prime il «Trash Track» – questo il nome del sistema tecnologico – saranno Seattle e New York, dove verranno analizzati costi e metodologie dell’ultimo cammino degli oggetti di uso comune, nel tentativo di aumentare la consapevolezza dei cittadini circa l’impatto ambientale della spazzatura. Il compito spetterà ad alcune famiglie volontarie che consentiranno l’applicazione delle etichette elettroniche su un campione selezionato di rifiuti. Attraverso un sistema wireless, un server centrale analizzerà in tempo reale tutti i dati provenienti dallo scarto e i primi risultati saranno pubblicamente consultabili online a partire da settembre 2009. Il testimone, poi, dovrebbe varcare l’oceano e giungere a Londra, grazie alla collaborazione del magazine New Scientist e del suo editore.

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Isola Samso (Danimarca) ad emissioni zero, da La Repubblica

dire_16171337_18250KOLBY KAS (DANIMARCA) – Le dieci turbine a vento, piloni d’acciaio conficcati nel Mare del Nord ed emergenti per 77 metri, hanno cambiato il destino di un’isola. Al porto di Kolby Kas, centro geografico della Danimarca e dell’Europa, assicurano che quei piloni bianchi e sottili che portano energia buona alle loro case potranno cambiare il destino del mondo. Gli ambientalisti puri e Vittorio Sgarbi, da noi, li considerano l’ultimo insulto estetico, ma in questa isola della Danimarca grande tre volte Ischia – Samso, 4.500 abitanti – negli ultimi 12 anni le turbine hanno risollevato un’economia depressa dalla chiusura delle grandi fattorie, interrotto l’emigrazione dei giovani, richiamato ingegneri giapponesi e assessori olandesi. 
Quelle 10 turbine “off shore”, moderna diga al carburante fossile, hanno fatto sì che l’isola di Samso sia diventata il primo e per ora unico insediamento umano ad aver abbattuto totalmente le emissioni di anidride carbonica. Il sogno ambientalista, l’ultima frontiera di un mondo che ha scoperto di dover essere sostenibile. Continua..

Sprites sui cieli d’Europa

Articolo tratto dal Corriere

Si tratta degli «Sprites». Assomigliano a nubi luminose e talvolta vengono scambiati per Ufo oscar-van-der-velde1_b1-180x140
Luci misteriose circolavano nei cieli europei in questi ultimi giorni. Ma indagando i fisici dell’atmosfera hanno spiegato cause e caratteristiche. Nessun mistero, nessun UFO come qualcuno ha subito gridato, dunque. Lo scienziato spagnolo Oscar Van der Velde di Sant Vincenc de Castellet, fisico dell’atmosfera appunto, li ha fotografati e decifrati. Si tratta, ha spiegato, degli «Sprites» e si vedono a grandi altezza. Assomigliano a nubi luminose dalle strane forme che talvolta accendono facilmente la fantasia.
FENOMENI METEO – «Gli sprites ¬ – precisa – sono uno dei tanti fenomeni meteorologici particolari di cui il cielo ci gratifica. Si manifestano a una quota intorno agli 80 chilometri di quota sviluppandosi in due direzioni, prima in basso e poi verso l’alto. Ciò succede quando un fulmine strappa cariche elettriche da una vicina nube generando le condizioni ideali per la formazione luminosa: il tutto dura in media venti millesecondi». Di questi fenomeni si parla da almeno un secolo ma soltanto dal 1989 esiste la prova. In quell’anno, infatti, gli astronauti di una missione shuttle della Nasa li fotografarono più volte.
CACCIATORI DI SPRITES – Da allora si sono addirittura formate delle associazioni di «Sprite chasers», cacciatori di sprites, che sorvegliano in continuazione il cielo cercando di individuarli e fotografarli. Quando li agguantano lo spettacolo è assicurato e la curiosità soddisfatta con tanto di spiegazioni scientifiche. E senza inutili enigmi. Il cielo è un meraviglioso laboratorio di fenomeni fisico-chimici.

Giovanni Caprara su www.corriere.it
09 giugno 2009

8 giugno giornata mondiale degli oceani

Dal sito del Corriere  ocean

Giornata mondiale degli oceani: il cambiamento climatico e’ un rischio
08 Giugno 2009

La giornata mondiale degli Oceani, che si celebra l’8 giugno, quest’anno ha come tema centrale: “Un Oceano, un clima, un futuro”. L’oceano ha infatti un’importanza centrale nel cambiamento climatico in atto. Fornisce ossigeno, regola la temperatura della Terra e rappresenta un’importante fonte di cibo per l’umanita’. La nostra sopravvivenza e’ legata a filo doppio ed inesorabilmente alla salute di quella imponente quantita’ di acqua che ricopre la maggior parte del pianeta: ben il 72% della superficie terrestre e ospita 3/4 delle specie animali viventi. Meta’ degli abitanti della Terra – 3 miliardi di persone – vive a meno di 80 km dalla costa ma si prevede che tra 30 anni diventeranno 6 miliardi. Questa situazione provoca gravi conseguenze in termini di inquinamento che, unito all’eccessivo e spesso sconsiderato sfruttamento delle risorse ittiche, costituisce una seria minaccia alla sopravvivenza del Pianeta Blu. (Agr)

AMAZZONIA CHE MACELLO – DA GREENPEACE

immagine-6Un paio di scarpe Geox, Nike o Adidas, un divano di pelle Chateaux d’Ax, un pasto a base di carne Simmenthal o Montana possono avere un’impronta devastante sull’ultimo polmone del mondo e sul clima del nostro pianeta. Dopo tre anni di indagini sotto copertura, Greenpeace pubblica l’inchiesta “Amazzonia, che macello!” con la quale smonta, pezzo per pezzo, il complesso mercato globale della carne e della pelle e rivela come i giganti brasiliani del comparto zootecnico – parzialmente partecipati dallo stesso governo brasiliano – stanno distruggendo l’Amazzonia e il clima del nostro pianeta. In quest’inchiesta per la prima volta emergono i nomi dei marchi implicati, Greenpeace ricostruisce le filiere fino ai prodotti che ogni giorno tutti noi usiamo e che nascondono una storia di deforestazioni, incendi, abusi e nuove schiavitù della popolazione locale.

Scarica il rapporto da Greenpeace
Greenpeace

Picnic ecosostenibile

images2Da www.ecosportello.org
Arriva il decalogo di Coldiretti per il picnic ecosostenibile, che abbina al piacere di trascorrere il tempo libero all’aria aperta con il rispetto dell’ambiente. Si tratta di suggerimenti che sono ancora più rilevanti con l’affermarsi in Italia della “microvacanza” (da 1 a 3 notti fuori casa), che nel 2008 ha effettuato per la prima volta il “sorpasso” sulla vacanza tradizionale (4 notti e più).
Per l’associazione degli agricoltori è importante utilizzare prodotti di stagione e a km zero, acquistare direttamente in azienda i cibi da consumare in campagna, usare piatti e bicchieri biodegradabili, evitando la plastica, ma anche utilizzare gli avanzi per produrre dell’ottimo concime per piante e fiori casalinghi. Continua..

La casa girevole che insegue il sole

casa_solareUna rivoluzione scuote l’edilizia sostenibil con la casa girevole fotovoltaica che cambia il modo non solo di costruire la casa ma anche di vivere. La Farmbau ha realizzato  Sun-haus una casa in grado di produrre energia e dunque di autofinanziarsi, ideata da Wolfang Maier. Una casa autosufficiente grazie al suo tetto interamente realizzato con moduli fotovoltaici che, attraverso la rotazione completa di tutto l’edificio poggiante su una piattaforma girevole, è continuamente rivolto verso il sole.

L’edificio insegue il sole producendo il 30% di energia in più rispetto s un impianto fisso tradizionale. Considerando che nel centro Italia la produzione di un impianto fotovoltaico fisso è di 1300 KWh/a con questo sistema si otterrebbe una produzione di 1700 KWh/a. L’inclinazione del tetto può variare tra 18° e 30° a seconda del luogo e della tipologia di edilizia.

Il sistema di rotazione è regolato da una centralina astronomica che, in base alle coordinate Gps di dove è’ ubicato l’edificio(commercializzato in Italia dalla Western Co di San Benedetto del Tronto), regola giornalmente e per tutto l’anno la rotazione della casa.

Fonte: Il sole 24 ore – autore Luigina Pezzoli

Acqua in bottiglia o acqua del rubinetto?

Articolo di Lara Moro del 07/05/09 – www.yeslife.it sanrubinetto

E’ iniziata la battaglia ecosostenibile da parte dei produttori delle acque minerali in bottiglia. Acqua del rubinetto o acqua in bottiglia? Ecco a chi credere e come orientare i nostri consumi verso un’acqua responsabile.
Vi ricorderete della campagna “Imbrocchiamola”, con la quale Legambiente, in collaborazione con Altreconomia, invitava all’utilizzo dell’acqua del rubinetto e a preferirla sia a casa, che al ristorante, che e al bar all’acqua in bottiglia.  L’iniziativa non ha un termine ed è quindi ancora in corso; grazie anche alle segnalazioni di privati cittadini, i locali pubblici censiti sono giunti a quota 1.500 e se andate in un locale presente nella lista che trovate qui alla porta d’ingresso l’adesivo di “Imbrocchiamola” catturerà la vostra attenzione, e potete star sicuri che se chiedete dell’acqua del rubinetto, vi porteranno una brocca fresca senza guardarvi o giudicarvi stranamente.
Nell’ultimo periodo, grazie anche a iniziative come questa e ai dossier di approfondimento in tema di acqua, si sono verificati alcuni “movimenti” tra le aziende produttrici, che si sono avvicinate silenziosamente a tematiche ambientali, appropriandosi anch’esse di parole come “green” ed “eco-friendly” e “sostenibile”.
Non senza prima qualche borbottio. L’Antitrust è stata chiamata a pronunciarsi circa una denuncia di pubblicità ingannevole a favore dell’acqua del rubinetto e ai danni dell’acqua minerale, e ha rigettato la denuncia affermando così che far pubblicità all’acqua del rubinetto si può.
Ferrarelle ha diffidato Altreconomia per aver associato marchi del suo gruppo allo slogan: “Mettetela fuori legge. La pubblicità, non l’acqua in bottiglia”.
Insomma, il mercato delle acque minerali ha iniziato a incassare colpi e allora, per contrattaccare, alcuni grandi nomi del settore hanno pensato bene di battere un altro tasto: quello dell’eco-sostenibilità.
L’acqua Sant’Anna ha lanciato da qualche mese la Bio Bottle, la prima bottiglia definita eco-sostenibile al 100%, fatta di plastica vegetale, quindi compostabile, che cioè si biodegrada completamente in circa 80 giorni nei siti di compostaggio. Il messaggio pubblicitario associato alla Bio Bottle mette l’accento significativamente sul risparmio che deriva dal suo utilizzo, pari a 176.800 barili di petrolio necessari a scaldare per un mese una città di più di 500.000 abitanti e sulla riduzione di emissioni di CO2, equivalenti ad un’auto che compie il giro del mondo per più di 30.000 volte in un anno.

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Case da tapparsi il naso

muccaUn gruppo di studenti indonesiani ha sviluppato dei mattoni a partire dal letame delle mucche: leggeri, resistenti, ecologici… e socialmente utili

Bistrattati, deprecati, confinati da millenni in fogne e latrine, gli escrementi diventeranno il materiale tuttofare del futuro? A guardare ciò che sta succedendo in vari paesi del mondo sembrerebbe proprio di sì: mentre in Svezia li utilizzano per produrre carburanti per autobus alternativi ed ecologici, in Indonesia li impiegano come materiale da costruzione a basso costo, eco sostenibile e con un’alta valenza sociale. Un team di studenti della Prasetiya Mulya Business School ha vinto l’edizione 2009 di una gara per progetti eco sostenibili grazie agli EcoFaeBrick, dei mattoni fatti con… escrementi di mucca. Gli ecomattoni sono fino al 20% più leggeri e più forti rispetto a quelli tradizionali e la loro realizzazione non richiede l’apertura di grandi miniere di argilla.
Della mucca non si butta via niente. Realizzati con una miscela di sterco bovino al 75% (il resto è argilla), sono cotti in forni alimentati a biogas e la loro produzione comporta emissioni di CO2 molto più basse rispetto ai sistemi tradizionali. Non solo: i mattoni ecologici aumentano fino al 53% il reddito dei contadini che li producono e spesso si tratta di ex minatori rimasti disoccupati a causa dell’esaurimento delle miniere. 

Fonte: Focus.it

Calabria: trovato il corallo nero

corallo20neroE’ nel mare di Calabria, nei pressi di Scilla, che si staglia la più grande foresta di corallo nero del mondo. A documentare la presenza della foresta di corallo nero (che di nero, però, ha solo lo scheletro) più estesa del mondo è stato Rov, un robot sottomarino utilizzato per le analisi e per osservare, filmare e fotografare. “Rov”, comandato dalla superficie, si è immerso con il suo occhio elettronico nei fondali del Tirreno calabrese per catturare e restituire immagini mozzafiato di specie di coralli, gorgonie, alcionari, pennatulacei e pesci rarissimi, molti dei quali mai osservati nel loro ambiente naturale.

I fondali marini rocciosi, che si trovano a profondità comprese tra i 50 e i 450 metri, rappresentano, per gli studiosi di biologia marina, delle vere e proprie miniere in materia di biologia e ecologia. La scoperta fatta dagli studiosi marini dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, impegnati in un progetto di monitoraggio della biodiversità marina in Calabria, apre quindi a scenari interessanti. “Comprendere il funzionamento dell’ecosistema marino, la sua risposta ai cambiamenti naturali e a quelli indotti dalle attività umane – afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, già ricercatore e commissario straordinario dell’Icram – è di importanza centrale per una corretta gestione di questo complesso territorio”.

Inoltre, sempre in Calabria, nel Golfo di Lamezia, sono state osservate, a circa 150 metri di profondità, per la prima volta nel loro ambiente naturale, cinque altre colonie di un’altra specie di corallo nero, il rarissimo “Antipathes dichotoma“. Risultato non da poco se si pensa che, a livello mondiale, sono stati raccolti e studiati solo cinque esemplari di questo coralligeno, l’ultimo dei quali, individuato nel 1946 nel Golfo di Napoli, venne donato al Museo dell’Università di Harvard.

Fonte: Diregiovani.it