Archivio per maggio, 2010
La saggezza “verde” degli avi
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Articolo di GIULIA CERINO www.repubblica.it – sezione Ambiente
Case, paesaggi, agricoltura, i saperi “green” dei nostri avi.
Nasce l’Istituto per le conoscenze tradizionali (Itki): una banca dati della Terra, fondata dall’Unesco, che classifica le antiche pratiche “salva-ambiente” in 700 grandi “famiglie”. Per risparmiare, nel presente, l’energia e limitare le emissioni nocive, ma anche per non dimenticare le buone tecniche del passato.
RACCOGLIERE la pioggia in grandi cisterne, costruire tetti verdi per sostituire i condizionatori d’aria o edificare abitazioni con pareti che non solo captano l’acqua ma la restituiscono. Depurata. Oppure vivere in una casa ristrutturata con le malte tradizionali invece che con il cemento, per dimezzare le emissioni di gas serra e la bolletta elettrica degli appartamenti moderni. L’edificio diverrebbe coibentato e l’isolamento varrebbe almeno 5 gradi sia d’inverno che d’estate. Risultato, un risparmio di oltre 2 tonnellate di anidride carbonica per ogni casa. E ancora. Coltivare le zone aride utilizzando reti di gallerie orizzontali per l’irrigazione, come si faceva in Cina o nel Sahara o nella Puglia di 6000 anni fa. Si eviterebbe lo spreco di 300 metri cubi di acqua per ettaro al giorno e riusciremmo a tagliare anche 13 tonnellate di anidride carbonica all’anno sullo stesso ettaro di campo. Basta poco per conseguire questi risultati. Nessuna tecnologia d’avanguardia quanto piuttosto uno sguardo al passato: alle tecniche “green” usate dai nostri avi.

Tecniche tradizionali che risalgono alla preistoria possono oggi essere riproposte come pratiche ottimali per la rigenerazione dei suoli, il risparmio idrico e la lotta alla disertificazione. Le storiche “invenzioni” per risparmiare energia ed emissioni sono tantissime. Ma sono in pericolo. Rischiano di essere dimenticate da governi, amministrazioni e cittadini. Ecco perché è necessario raccoglierle e classificarle in un’unica banca dati. E’ da questa convinzione che nasce l’Istituto per le conoscenze tradizionali (Itki), una grande Banca della Terra che mette a disposizione di governi, amministrazioni pubbliche e cittadini 700 grandi famiglie di tecniche “salva-ambiente” sopravvissute allo scorrere del tempo. Un progetto dell’Unesco nato dalla partecipazione della società Ipogea, del sindaco di Bagni a Ripoli dove sorgerà il Centro, della provincia di Firenze, e di una una folta delegazione di sindaci e amministratori dell’area e tanti altri. “E’ sorto tutto dai sassi di Matera, una città troglodita che ha avuto un grande successo – spiega Pietro Laureano, uno dei consulenti dell’Unesco – da lì, dopo molti sopralluoghi ci siamo chiesti: ‘Perché non dare vita a un centro internazionale’? Ed ecco qui. Si tratta – conclude Laureano – di un patrimonio immateriale trasmesso di generazione in generazione. Saperi del passato di grande utilità nel presente. Riadattabili ai tempi moderni attraverso un uso innovativo del sapere”. Per dare vita, già da quest’anno, alla terza rivoluzione industriale della green economy. Ecco dunque alcune delle tecniche tradizionali classificate per “tema e mestiere”.
Iniziativa WWF e Repubblica: visita l’oasi e scatta una foto per “la natura fa notizia”
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Articolo di BENEDETTA PERILLI – www.repubblica.it – sezione ambiente
Iniziativa del Wwf in collaborazione con Repubblica.it per le prossime domeniche. Del resto “siamo tutti sulla stessa Arca”
Primo appuntamento con la Festa delle Oasi del WWF, la manifestazione che per tre domeniche di maggio (9,16 e 23) apre gratuitamente cento aree naturalistiche protette, e al via l’iniziativa “La natura fa notizia” 1 realizzata in collaborazione con i lettori di Repubblica. it. Si parte domenica 9 maggio: macchine fotografiche alla mano e spirito da reporter, i partecipanti alla ventesima edizione della Festa delle Oasi potranno raccontare la loro giornata tra la natura realizzando una foto-notizia e postandola sulla pagina dedicata all’iniziativa. Ma non solo. Chiunque potrà inviare fotografie di aree naturali o di zone abbandonate che vorrebbe diventassero Oasi protette. Ogni immagine dovrà essere corredata da una didascalia: poco importa che sia descrittiva, ironica o inventata. Lo scopo è quello di trasformare la natura in notizia.

I lettori potranno inviare il materiale prodotto dall’8 al 23 maggio e vederlo pubblicato sul nostro sito e del WWF. Le immagini saranno vagliate da una commissione composta da giornalisti ed ed esperti: la migliore si aggiudicherà un fine settimana per due persone in una Fattoria del Panda, una catena di agriturismi sparsi in tutta Italia che sorgono all’interno o nei pressi delle Oasi. Cento tra le fotonotizie più belle verranno premiate con una t-shirt “Siamo tutti sulla stessa arca”. I risultati dell’iniziativa verranno resi noti, su Repubblica.it e su quello del WWF, il 5 giugno in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.
Durante la durata de “La natura fa notizia” il nostro sito ospiterà delle finestre periodiche con le fotogallerie delle immagini inviate dai lettori e con delle informazioni sulle attività delle Oasi e sulla biodiversità. Si scopriranno curiosità, come il numero delle specie animali presenti in Italia; si apprenderanno notizie relative alle specie a rischio e agli ambienti naturali presenti sul nostro territorio e si conosceranno gli appuntamenti in programma nel calendario delle Oasi.
A Teramo la prima eco-giunta comunale. Tutti in bicicletta!
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Articolo tratto da www.repubblica.it – cronaca
I membri dell’amministrazione comunale non potranno più prendere l’auto. L’iniziativa è partita dal primo cittadino, Maurizio Brucchi, per raggiungere gli obiettivi europei del 20-20-20. E per spingere le persone a muoversi su due ruote partirà anche un progetto di affitto condiviso di mountain bike

TERAMO – La mobilità sostenibile prima di tutto. Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi (Pdl) l’ha presa sul serio. E così ha bandito l’uso delle automobili per tutti i responsabili dell’amministrazione comunale. Che d’ora in poi si muoveranno in città a bordo di biciclette blu. E’ questa l’iniziativa lanciata dal primo cittadino del comune abruzzese che ha firmato il Patto dei Sindaci della Commissione europea per raggiungere gli obiettivi Ue del 20-20-20. Brucchi si è rimboccato le maniche per rispettare i criteri stilati da Bruxelles sullo sviluppo sostenibile della mobilità. E “per spingere anche i cittadini a muoversi su due ruote – ha spiegato – partirà a breve un progetto di affitto condiviso delle biciclette”.
Che Teramo fosse luogo sensibile alle tematiche green era già cosa nota. Ne è prova, ad esempio, il fatto che tutte le scuole pubbliche sono già dotate di impianti fotovoltaici. E c’è dell’altro. Alla vigilia della cerimonia del Patto dei Sindaci, in cui amministrazione comunali, provinciali e regionali sottoscriveranno l’impegno a percorrere la via del risparmio energetico, della riduzione delle emissioni e dell’utilizzo delle rinnovabili, tutti i rappresentanti della Regione Abruzzo, dei comuni e delle province si sono ritrovati nella sede di Bruxelles per fare il punto della situazione.
Un incontro, questo, dal quale sono emerse nuove iniziative “sostenibili”. Come quella messa in campo a Chieti dove, sempre con un occhio alla mobilità, il Comune, grazie a un finanziamento regionale, realizzerà un sistema di rotonde per evitare le enormi quantità di emissioni prodotte dagli autoveicoli fermi ai semafori.
Il Contratto Ecologista
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Articolo tratto da www.yeslife.it – ALESSANDRO INGEGNO
Il Contratto Ecologista è un documento aperto dal quale partire per far nascere un confronto e un’ampia riflessione su pochi ma chiari punti cardine, condivisi da associazioni, gruppi e singoli, al fine di iniziare un nuovo percorso ambientalista per l’Europa.
Il documento iniziale, creato dalla federazione francese Europe Ecologie, elenca diversi punti chiave imprescindibili: occupazione, riconversione economica, efficienza energetica, agricoltura biologica, salute, diritti sociali, biodiversità, diritti umani contro le discriminazioni, conoscenza e solidarietà internazionale.
Due i punti di partenza del documento: la necessità di un’altra organizzazione economica, basata sulla mutazione ecologica della società, settore per settore, per evitare la catastrofe; la garanzia che il cambiamento porterà solo benefici alle popolazioni, attraverso un New Deal ecologico e sociale.
Partendo dalla crisi finanziaria americana, secondo il documento di Europe Ecologie (e non solo), è andato in crisi tutto il sistema come non succedeva dal 1929. E questa crisi è strettamente collegata alle altre crisi: climatiche, energetiche, delle risorse naturali, alimentari. Per questo è necessaria una trasformazione: investire miliardi per salvare industrie obsolete, inquinanti o delocalizzabili non serve a niente, se non a prolungare le cause della crisi. E l’unica via è quella di una conversione ecologica dell’economia, unica risposta responsabile e globale alla crisi del sistema.
Elenchiamo brevemente alcuni punti fondamentali indicati nel documento per promuovere questa trasformazione, che speriamo non si fermi ad una lista di strategie ma che diventi un piano operativo effettivamente attuabile da tutti gli stati europei.

L’occupazione
Risollevare le sorti del lavoro può avvenire tramite una modernizzazione ecologica dell’economia che coinvolga l’insieme delle attività produttive: energia, architettura, edilizia, trasporti, agricoltura, riciclaggio, commercio locale, ricerca e protezione degli ecosistemi. I settori che cresceranno con la lotta contro i cambiamenti climatici e la sostituzione delle energie fossili (energie rinnovabili, efficacia energetica degli edifici e dei processi industriali, trasporti puliti) sono creatori d’impiego più dei settori chiamati alla decrescita nelle loro forme attuali.
Alcuni studi hanno calcolato che entro il 2020 l’Europa potrà creare: raggiungendo il 30% di agricoltura biologica, 1,1 milioni di posti di lavoro; con un piano di innovazione energetica degli edifici, 1 milione di posti di lavoro; raggiungendo il 20% di energie rinnovabili, 1,4 milioni di posti di lavoro; con sistemi di trasporti duraturi, 3,5 milioni di posti; con una miglior gestione delle risorse primarie, 500.000 posti di lavoro; nel settore della ricerca e sviluppo in campo ambientale, 500.000 posti di lavoro; con un piano di salvaguardia del territorio, delle città, turismo verde, gestione della biodiversità, aiutati dai fondi strutturali europei, 650.000 posti di lavoro; e infine con lo sviluppo dei servizi alle persone, riparazione e artigianato, 2 milioni di posti di lavoro.
