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Piante esotiche sulle Alpi: nuove specie migrano ad alta quota

Articolo di JACOPO PASOTTI – www.repubblica.it – ambiente

Almeno 1000 specie vegetali aliene migrano sempre più in alto sulle montagne del pianeta. Il cambiamento climatico non è però il solo colpevole: ci sono anche turismo, strade e ferroviedi

L’EMERGENZA climatica del pianeta ci tocca da vicino, ed ora ci sono anche le piante alpine a sottolinearlo. L’aumento del traffico e del turismo, insieme al cambiamento climatico, hanno infatti innescato una autentica invasione di piante aliene lungo i pendi delle catene montuose. Le specie vegetali che prima vivevano in un angolo “estremo” delle Alpi e dell’Appennino ora sono sempre più strette nelle loro nicchie. A rischio sono la biodiversità montana e la distruzione di importanti ecosistemi.

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Almeno 1000 specie vegetali esotiche si sono già insediate alle alte quote delle catene montuose del pianeta. Lo sostiene uno studio frutto della collaborazione internazionale tra botanici ed ecologhi specialisti dei rilievi montuosi. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Ecology and the Environment, è il primo sforzo per la raccolta delle osservazioni sulle migrazioni di specie erboree verso l’alto.

Una migrazione che avviene in ogni continente, dalle Alpi alle isole delle Canarie, dalle Montagne Rocciose alla catena andina, dalle Alpi australiane fino alle isole del Pacifico. Alle Hawaii, per esempio l’introduzione dei pini sta soppiantando i pendii coperti dai cespugli di Sophora, pianta endemica dell’isola di Maui.  “Fino ad ora gli studi si sono concentrati sulle invasioni di piante esotiche che avvengono a bassa quota, dando scarsa attenzione alle regioni d’alta montagna, che però contengono la maggioranza delle aree protette del pianeta”, scrivono i ricercatori.

Già due mesi fa la CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) avvertiva che la vegetazione alpina è gravemente minacciata. Secondo la Commissione, il 45% delle specie è a rischio di estinzione entro il 2100. Le piante di montagna sono strette tra due fuochi, spiegano i ricercatori: da una parte sono in fuga verso altitudini maggiori, all’inseguimento di freddo e neve. Il problema in questo caso è che oltre ad una certa quota non si sale: la montagna finisce. È il caso del Ranuncolo delle nevi, oppure dell’Androsace alpina, che vedono il loro ecosistema ridursi di anno in anno. Dall’altra parte, queste piante vedono il loro delicato ecosistema, lentamente invaso da specie giunte dalle quote più basse.
Nelle Alpi retiche per esempio, il Laboratorio di Ecologia Vegetale e Conservazione delle piante dell’Università di Pavia ha misurato che dal 1950 ad oggi le specie alpine si sono arrampicate al ritmo di 24 metri per decade a quote sempre più elevate. È successo all’Tussilago farfara (+405 metri) ed alla Genziana bavarese (+230 metri), che lasciano quindi il posto a piante di media montagna.
Gli studiosi, sono ora organizzati in un network chiamato MIREN (Network di Ricerca per le Invasioni Montane) ed avvertono che il clima acuisce un problema che è in parte naturale, ma in parte anche di origine umana. Tra i maggiori responsabili di questa migrazione ci sono infatti le infrastrutture antropiche come la fittissima rete stradale e ferroviaria, che facilitano l’intrusione delle specie invasive nei rilievi montuosi. Uno studio in Svizzera ha rivelato la presenza di 155 specie invasive in 107 stazioni ferroviarie ed ai fianchi di 125 strade di montagna.

Ci sono poi anche i casi di piante decisamente esuberanti, introdotte per errore in alcune regioni e che poi si sono diffuse a spallate, scalzando le più delicate specie locali. È successo per esempio nel Kosciuszko National Park in Australia, dove lo Sparviere aureo, una pianta resistente al gelo è fuggita dal giardino di qualche cottage turistico. La pianticella ora sta spargendo il panico tra gli amministratori del parco, che non riescono a fermare l’avanzata di questi “alieni”, mai più alti di 40 centimetri ma che stanno cambiando l’ecosistema del parco. Mentre nei paesi più poveri è l’agricultura, praticata a quote sempre maggiori, a favorire la migrazione.

Con 500 specie vegetali endemiche (cioè presenti in misura limitata e solo localmente), le Alpi sono la regione più ricca di flora dell’Europa centrale. Questa però è anche la più colpita dai cambiamenti climatici perché il riscaldamento è superiore alla media europea. “Il numero di specie aliene continua ad aumentare – concludono gli studiosi  -  ma visto le aspre condizioni ambientali dell’alta montagna, ciò sta avvenendo più lentamente che in altri ecosistemi”.

Questa è quindi una occasione da non perdere, perché “la ricerca e gli amministratori del territorio montano possano riconoscere in tempo il problema ed avviare i provvedimenti opportuni”. Come, per esempio, regolamentare l’introduzione di piante ornamentali nelle zone di montagna. Christoph Kueffer, ecologo del Politecnico di Zurigo e coordinatore del network, commenta: “Certo, la scelta di preservare la biodiversità è sempre una valutazione politica, ma io cedo che per paesi alpini come la Svizzera, la biodiversità ha un valore come patrimonio culturale, per il turismo, e per la qualità della vita di chi abita nelle Alpi”.

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