Archivio per gennaio, 2010
Network europeo per l’energia verde
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Notizia tratta da www.stopthefever.org
Nove paesi europei puntano alla realizzazione di un maxi-network sotto il Mar del Nord che si propone di collegare tra loro decine di impianti per la generazione di energia verde e di fornire elettricita’, nell’arco dei prossimi 10 anni, a una vasta parte dell’Europa.
Al progetto, stimato in 30 miliardi di euro, partecipano Germania, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Danimarca, Olanda, Irlanda, Lussemburgo e Norvegia, che in questo modo getterebbero le basi per un ulteriore sfruttamento dell’energia rinnovabile in Europa di fronte alle sfide del cambiamento climatico. I rappresentanti dei governi promotori dell’iniziativa, i cosiddetti ‘coordinatori nazionali’, scrive oggi il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, si riuniranno per la prima volta il 9 febbraio prossimo con l’obiettivo di firmare una lettera di intenti entro l’autunno.

Nel frattempo, ha confermato al giornale un portavoce del ministero dell’Economia tedesco, questo mese ci sara’ una serie di incontri per definire i dettagli del progetto. Per il momento, il quotidiano spiega che la rete di cavi ad alta tensione colleghera’ i parchi eolici che si trovano lungo le coste della Germania e della Gran Bretagna con le centrali idroelettriche di Norvegia, Belgio e Danimarca ed i parchi eolici e gli impianti solari degli altri paesi Ue realizzati anche sulla terra ferma. Il portavoce del governo tedesco ha spiegato che al progetto parteciperanno anche le principali societa’ del settore, che dovrebbero fornire gran parte dei finanziamenti necessari. Si tratta di alcune delle stesse societa’ che stanno realizzando parchi eolici offshore lungo le coste settentrionali europee per una prevista capacita’ di 100 gigawatt, pari a circa il 10% dell’intero fabbisogno europeo di energia.
Oltre a contribuire all’obiettivo di includere il 20% di rinnovabili nel consumo energetico complessivo entro il 2020, la prevista rete comune dovrebbe rappresentare una sorta di assicurazione contro i rischi del cambiamento climatico. In caso di necessita’. infatti, le centrali idroelettriche norvegesi potrebbero servire – ad esempio – per immagazzinare l’elettricita’ generata dai parchi eolici britannici e tedeschi.
L’iniziativa si affianca all’ambizioso progetto europeo Desertec per lo sfruttamento dell’energia solare, che e’ stato ufficializzato il mese scorso novembre a Monaco di Baviera. In questo caso, un consorzio di 12 grandi gruppi guidati dal colosso delle riassicurazioni Munich Re, si propone – con una spesa complessiva di 400 miliardi di euro – di ‘catturare’ i raggi solari nelle aree desertiche del Nord Africa e del Medio Oriente per trasformarli in energia elettrica da inviare alle reti dei paesi europei. L’obiettivo prevede che nel 2050 le centrali costruite nel Sahara riescano a soddisfare una buona parte del fabbisogno energetico dei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, oltre al 15% del fabbisogno energetico europeo.
Roma: Re_uSe da Antù, via Libetta – zona ostiense
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Tratto da www.yeslife.it
A partire da stasera 13 Gennaio 2010, ogni mercoledì dalle 18.00 alle 23.00 si terrà presso Antù, il nuovo spazio romano dedicato alla sostenibilità, Re_uSe.

Re_uSe nasce dalla necessità di individuare un momento di incontro tra gli artisti del ri-uso e le proprie estimatrici.
Troppo spesso le donne sono incastrate nei loro ruoli di mamma, moglie, figlia, amante, efficiente segretaria o manager in carriera, tanto da trovare difficile anche ritagliarsi un momento intimo e rilassante per scegliersi un abito, per immaginarsi come starebbe quella lampada nel proprio soggiorno o per provare se quella collana dona davvero al proprio decollete…
Re_Use vuole cercare di creare un momento rilassante e divertente dove provare senza stress-da-camerino l’abito adatto, poter giocare con la moda, con gli accessori, con l’arte e il design per l’arredamento. Una serata giocosa, divertente e spensierata, quindi, durante la quale scegliere o non scegliere con calma, ascoltare bella musica di sottofondo, degustare un aperitivo biologico e a km zero e conoscere nuove amiche…
I protagonisti di questa iniziativa sono Estel Fashion, sartoria creativa che rielabora abiti usati dando loro una nuova vita, Noemi Intino Creations, creatrice di bijoux e accessori artigianali realizzati con vulcanica passione e arte, Gino Casavecchia, designer che realizza sculture d’arredo.
Ottima iniziativa per parlare di sostenibilità in tutta frivolezza e spensieratezza.
Consumi aumentati del 28% in 5 anni
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www.repubblica.it – Ambiente – di ANTONIO CIANCIULLO
I consumi divorano il pianeta
I dati dello “State of the World 2010″, il rapporto del Worldwatch institute. I 500 milioni di dindividui più ricchi del mondo sono responsabili del 50% delle emissioni globali di anidride carbonica. E due cani pastore tedeschi consumano in un anno più risorse di un abitante medio del Bangladeshdi.

QUALCHE zoommata: i bambini inglesi riconoscono più facilmente i diversi Pokémon che le specie di fauna selvatica; i bambini americani di due anni non sono in grado di leggere la lettera M, ma molti riconoscono gli archi a forma di M dei ristoranti McDonald’s; due cani pastore tedeschi consumano più risorse in un anno di un abitante medio del Bangladesh. E un dato d’assieme: i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 per cento della popolazione globale) sono responsabili del 50 per cento delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 per cento delle emissioni di CO2.
Sono alcune delle cifre contenute nello State of the World 2010, il rapporto del Worldwatch Institute (appena uscito negli Stati Uniti, in Italia sarà pubblicato da Edizioni Ambiente) dedicato quest’anno soprattutto a un’analisi dei consumi. Ingozzarsi di cibo e di merci non fa bene né ai singoli né all’ambiente. Dal punto di vista della salute individuale c’è da notare che molti degli individui più longevi consumano 1.800-1.900 calorie al giorno, cibi poco trattati e pochissimi alimenti animali, mentre l’americano medio consuma 3.830 calorie al giorno. Dal punto di vista della salute globale c’è da rilevare che tra il 1950 e il 2005 la produzione di metalli è sestuplicata, il consumo di petrolio è aumentato di otto volte e quello di gas naturale di quattordici; un europeo medio usa 43 chilogrammi di risorse e un americano 88; a livello globale ogni giorno si prelevano risorse con le quali si potrebbero costruire 112 Empire State Building. Circa il 60 per cento dei servizi offerti gratuitamente dagli ecosistemi – regolazione climatica, fornitura di acqua dolce, smaltimento dei rifiuti, risorse ittiche – si sta impoverendo.
Sesta edizione di “M’illumino di meno”: 12 febbraio 2010
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www.kyotoclub.org segnala la sua adesione a ” M’illumino di meno” 2010
“M’illumino di meno”, la sesta edizione della Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 Caterpillar, che avrà luogo il 12 febbraio 2010.
Nelle piazze spente di tutta Italia si accenderanno luci “virtuose” alimentate ad energia rinnovabile e dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più “illuminata” del nostro futuro.
Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci e con un concerto finale rigorosamente a zero emissioni.

Dopo il successo delle passate edizioni, Caterpillar vuole dare spazio non solo alle istituzioni, ma anche ai cittadini d’Europa, invitando tutti, insegnanti, sportivi, professionisti, associazioni, a creare gemellaggi inediti tra categorie o tra singoli individui, diffondendo la campagna di sensibilizzazione oltre confine.
La campagna ha ottenuto il patrocinio del Parlamento Europeo per l’edizione del 2008 e del 2009.
Sul sito della trasmissione Caterpillar, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutto il materiale per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città.
Se il SUV diventa elettrico?
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Articolo tratto da www.yeslife.it
La Porsche Cayenne diventa elettrica ed ecologica
Auto ecologiche e mobilità sostenibile. Incredibile ma vero. Anche la Porsche Cayenne, SUV tremendamente contestato dagli ambientalisti, diventa ecologica.

Porsche Cayenne Stormer by RUF è il nuovo nome della Cayenne elettrica. Con una potenza massima di 367 cavalli, la Cayenne versione elettrica raggiunge i 100 km orari in 10 secondi, non pochi in assoluto ma adeguati alla massa del mezzo. Questo punto, in particolare, non è proprio da primato: all’ago della bilancia la Cayenne elettrica di RUF fa segnare 2.670 kg, contro i 2.355 (ad esempio) della Cayenne Turbo. Le batterie, a quanto pare, rappresentano ancora un aggravio di peso non indifferente.
La velocità massima è fissata a 150 orari, mentre l’autonomia dopo una ricarica completa è di circa 200 km.
Esteticamente non ci sono differenze rispetto al modello di serie, se non per i cerchi in lega con pneumatici 295/30 R 22.
No della Campania alle centrali nucleari
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Articolo di ROBERTO FUCCILLO – Repubblica.it – Ambiente
Il divieto nella Finanziaria regionale. Il Pdl insorge: ricorreremo alla Consulta. Più ampio il fronte del rifiuto: la norma ricalca quella varata dalla Puglia.

NAPOLI – Anche la Campania alza il suo muro contro gli impianti nucleari rilanciati dal ministro Claudio Scajola. La Regione governata da Antonio Bassolino ha provveduto a inserire il suo “no, grazie” all’interno di una manovra finanziaria di bilancio votata a fine anno. Nel testo si stabilisce che “in assenza di intese con lo Stato in merito alla loro localizzazione”, il territorio campano viene precluso a impianti di produzione di energia nucleare, ma anche di fabbricazione e stoccaggio di combustibile nucleare, nonché a depositi di materiali radioattivi”.
In attesa che i siti vengano definiti, la Campania dichiara dunque off-limits il nucleare, in tutte le sue versioni. Anche se dalle tante voci ufficiose non era emersa finora l’ipotesi di un sito in Campania, fatta eccezione forse per la tentazione di utilizzare la dismessa centrale di Sessa Aurunca sul Garigliano come deposito. La norma ricalca quasi letteralmente quella varata circa un mese fa dalla Puglia di Nichi Vendola. E si aggiunge alla battaglia già intrapresa da altre Regioni con il ricorso avanzato alla Corte costituzionale contro il piano energetico nazionale. Proprio quel piano diventa ora il terreno di battaglia, dato che è lì che si individua il carattere strategico degli impianti e quindi anche la competenza dello Stato centrale.
Non a caso, passato il capodanno, in Campania è scoppiata immediata le polemica da parte di esponenti del Pdl. Il fuoco alle polveri lo ha dato il consigliere regionale Fulvio Martusciello: “È un polverone su una materia non delegabile alle regioni. Abbiamo già provveduto a segnalare l’incostituzionalità al ministro competente. La verità è che c’è chi vorrebbe una Campania anni ‘50″. È d’accordo Franco D’Ercole, leader dell’opposizione in Consiglio regionale: “Quella parte della Finanziaria potrebbe essere impugnata dal governo in quanto il nucleare risponde ad una scelta strategica nazionale che è sottratta alla competenza regionale. Noi non diciamo che in Campania debbano necessariamente farsi le centrali, ma affermare il principio che la Campania non può autorizzare l’installazione di centrali nucleari può comportare il rischio di rimanere a secco di energia”.
