Silvia Raggi

La rete è il mio mondo

Archivio per dicembre, 2009

Vaticano verde: costruirà la più grande centrale solare d’Europa

Aticolo di M. Antonietta Calabrò – www.corriere.it
«Missione impatto zero»: pannelli su 300 ettari dove ora ci sono le antenne della Radio vaticana
VATICAN TRIAL
ROMA – Missione: «impatto zero». Il Vaticano intende creare a Santa Maria Galeria, alle porte di Roma, la più grande centrale solare d’Europa. Attraverso l’energia prodotta dai pannelli che saranno stesi su buona parte dei 300 ettari «extraterritoriali» che appartengono allo Stato della Chiesa in quella località, finora nota solo per le antenne della Radio vaticana e per una brutta storia di inquinamento elettromagnetico, con denunce e anche un tormentato processo penale. Ebbene, Santa Maria di Galeria potrebbe diventare il segno più evidente della «opzione verde» del Vaticano. Perchè si compenserebbero a regime (tre o al massimo cinque anni) le oltre 91 mila tonnellate di anitride carbonica (Co2) che lo Stato più piccolo al mondo rilascia annualmente.

KYOTO – Il Vaticano diventerebbe così il primo Stato a ottemperare completamente al protocollo di Kyoto, azzerando le sue emissioni di gas serra. E ottenendo un notevole risparmio per l’acquisto di energia elettrica, di carburante o per «pagare» le multe previste da Kyoto se si sforano i tetti assegnati. Per il momento è ancora un’idea, non sono stati sviluppati dei piani operativi, cioè non c’è ancora un progetto esecutivo, ma vista l’ottima esperienza che la Santa Sede ha fatto con la copertura a pannelli solari della Sala Nervi, quella delle udienze papali del mercoledì, che da oltre un anno fornisce una quota importante del fabbisogno della Sala e dei palazzi limitrofi, al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano hanno pensato di estendere l’esperimento.
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Albero di Natale: vero o sintetico?

www.yeslife.it – articolo di SONIA SCOMMEGNA
Simbolo indiscusso del Natale è sicuramente l’abete! E se quest’anno sappiamo già come addobbarlo (Se non lo sapete date un’occhiata qui = Decorazioni tutte ecologiche per il vostro albero) il problema rimane sempre quello: scelgo l’abete vero o quello sintetico?
Ogni anno in Italia tra veri ed artificiali si vendono circa 10 milioni di alberi di Natale. L’anno scorso secondo i dati della Coldiretti sono stati acquistati 6,5 milioni di alberi veri confermando la vittoria degli alberi naturali su quelli artificiali. Ma cosa c’è da sapere prima di acquistare l’albero? Dal punto di vista ambientale è più ecologico il sintetico o quello vero? Questo è il dilemma e a voi la scelta!!

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L’abete vero è un albero vivo e come tale va rispettato. Si consiglia di acquistarlo con le radici (in modo da poterlo ripiantare successivamente) e non tagliato, proveniente da vivai autorizzati (dalla forestale) con un contrassegno di riconoscimento che indica il luogo d’origine e il nome del vivaio.
albero di natale veroIn Italia la coltivazione dell’albero di Natale è concentrata principalmente in Toscana, nella provincia di Arezzo, in particolare nell’alto Casentino (dove si producono circa 150-200.000 piante all’anno), e in modo minore nel pistoiese. Circa 500/600 ettari vengono destinati a questa coltivazione, in zone montane o in collina, occupando terreni che verrebbero altrimenti abbandonati e subirebbero un degrado idrogeologico. Inoltre, gli abeti provenienti da questi vivai hanno la certificazione FSC rilasciata da un organismo internazionale, che garantisce l’utilizzo di particolari standard forestali nell’allevamento della pianta, standard che escludono l’uso di fertilizzanti e fitofarmaci.
Non tutti gli abeti acquistati a Natale provengono da questi vivai: una piccola parte (circa il 10%) viene recuperato dagli scarti delle potature che la forestale compie ogni anno per sfoltire le piante che impediscono lo sviluppo omogeneo dei boschi italiani. Trattandosi di alberi per la stragrande maggioranza cresciuti e prelevati in territori spesso vicini ai punti vendita, si riduce molto l’impatto dell’inquinamento dovuto al trasporto.
Si potrebbe dire che un albero naturale è un prodotto a zero emissioni a differenza di quello sintetico, che viene realizzato con sostanze plastiche come il PVC (polivinilcloruro). Questo significa che viene ottenuto dal petrolio e che quindi, in fase di realizzazione, ha prodotto delle emissioni nocive all’atmosfera.
Gli abeti all’interno delle abitazioni soffrono per l’eccessivo calore. Una buona regola è di annaffiarli spesso, mantenendo la terra umida, si possono rinfrescare i rami con acqua nebulizzata, tenerli in una posizione luminosa lontano da termosifoni e da altre fonti di calore. L’ideale sarebbe addobbarli all’esterno, in terrazza o in giardino, o comunque lasciarli fuori quanto più possibile restringendo a pochi giorni il soggiorno in casa. Sono da evitare addobbi troppo pesanti che spezzano i rami, così come neve e vernici spray che non fanno respirare la nostra pianta, ed eventualmente ne renderebbero problematico lo smaltimento.

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San Francisco: sott’acqua tra meno di 100 anni?

Articolo tratto da Ambiente – www.repubblica.it

di SARA FICOCELLI

Negli ultimi 100 anni il livello dei mari è salito di 18 centimetri e la temperatura è aumentata di 7 gradi. Secondo la Climate Adaptation Strategy, la west coast verrà sommersa da un metro e mezzo d’acqua entro il 2099

Non bastava la paura del “big one”, il terremoto che a quanto pare prima o poi sconquasserà Los Angeles. I cambiamenti climatici minacciano la California al punto che, stando ai dati raccolti dai cervelloni della Silicon Valley, parte della west coast potrebbe essere sommersa da almeno un metro e mezzo d’acqua entro la fine del secolo. La situazione è talmente preoccupante e difficile da controllare che il governatore Arnold Schwarzenegger ha lanciato l’allarme, facendo appello ai cittadini, alle aziende e al governo centrale affinché si uniscano per contrastare il fenomeno (l’intervento sul sito del California Climate Change Portal).

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Che la California sia a rischio non è una novità, tanto che l’amministrazione dello Stato quest’anno ha emanato la Climate Adaptation Strategy, un vademecum in cui si fa il punto della situazione, mettendo insieme i dati raccolti dai ricercatori delle università locali – tra le migliori degli Stati Uniti – e focalizzando il percorso da seguire per limitare i danni.

Negli ultimi 100 anni il livello dei mari è salito di 18 centimetri e la temperatura è aumentata di 7 gradi. Il rapporto del 2009 parla di “progressiva erosione” del territorio, con particolare riferimento alla città di San Francisco. La causa non è solo nel surriscaldamento del pianeta. Gli scienziati denunciano anche l’eccessiva pressione esercitata da strade e abitazioni e uno stravolgimento delle temperature diurne e notturne, con giornate sempre più calde e notti sempre meno fredde. La frase “non esistono più le mezze stagioni” non è un luogo comune ma un problema reale, dato che la mancanza di neve in inverno e lo standardizzarsi delle temperature intorno ai 20 gradi accelera l’innalzamento dei mari anno dopo anno.

A San Francisco il rischio imminente esiste per Ocean Beach, la splendida spiaggia a nord-ovest della città, e per la zona dell’aeroporto, più a sud. Entrambe potrebbero essere sommerse entro il 2099. Per fortuna il resto della City è costruito su un gioco di colline che mettono al riparo gli abitanti, ma la Climate Adaptation Strategy ricorda che la maggior parte delle case californiane è in legno e in molti casi si tratta di costruzioni vecchie (nei quartieri in stile vittoriano, come Height, si parla di dimore “antiche”), che quindi mal sopporteranno questi cambiamenti. Pessima notizia per uno Stato le cui finanze sono dissestate dalla crisi economica e che per recuperare fondi è costretto a indebitarsi.

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A Copenhagen l’albero cittadino si accende pedalando!

Articolo tratto dal sito www.yeslife.it

Copenhagen punta su un Natale tutto ecosostenibile (e ci sembra giusto, dato che questo Dicembre sarà la protagonista dei cambiamenti climatici del mondo).

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Il tradizionale albero di Natale nella piazza del municipio sarà infatti rivisitato in chiave green proprio in occasione della COP 15, il vertice ONU sul clima.
Nello specifico, gli abitanti di Copenhagen potranno volontariamente pedalare sulle bici messe a disposizione, alimentando in questo modo l’illuminazione dell’albero di Natale. L’utilizzo dei pedali per alimentare l’albero di Natale farà risparmiare all’ambiente ben nove tonnellate di CO2. E chi meglio di Copenhagen (città con più di 350 km di piste ciclabili) poteva pensare ad una soluzione come questa?

Qualche informazione sul sapone

Articolo segnalato da Monique Bert tratto da TerraNauta

Sono trascorsi tre anni da quando nel corso della prima conferenza internazionale sulla gestione dei prodotti chimici tenutasi a Dubai nel febbraio del 2006 e organizzata dal PNUE (programma delle nazioni unite per l’ambiente), è stata approvata la SAICM (approccio strategico sulla gestione dei prodotti chimici), una proposta volta a modificare radicalmente la modalità di produzione e di utilizzo dei prodotti sintetici, al fine di ridurre ed eliminare gli effetti nocivi che tali sostanze causano all’uomo e all’ambiente.

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Dopo gli abusi e i crimini che l’industria chimica ha perpetuato per quasi 50 anni, questo progetto segna una tappa fondamentale nella storia della consapevolezza umana e una risposta alle mille proteste e iniziative che le ONG hanno portato avanti con impegno appassionato e determinazione inattaccabile. Oggi constatiamo che qualche passo è stato fatto, soprattutto per quanto riguarda la consapevolezza che certe problematiche non riguardano una realtà astratta o distante da noi, bensì il nostro presente e, soprattutto, il nostro possibile futuro. Non ci si può più nascondere dietro al fatalismo salvifico che vede le tragedie di Minimata (in Giappone) o di Seveso (in Italia) come degli sfortunati incidenti. I danni a breve e lungo termine che i prodotti chimici provocano sull’ambiente e sull’uomo appartengono e toccano il nostro quotidiano a partire da gesti semplici, scontati quanto necessari, come lavare i piatti, fare il bucato o pulire la nostra casa; gli stessi gesti che dovrebbero assicurarci sicurezza e igiene e che invece ci mettono potenzialmente e costantemente a rischio.
Infatti, i detersivi e i detergenti, gli alleati dell’igiene e della pulizia quotidiana, minano la nostra salute e possono causare dei danni spesso irreversibili all’ambiente, in quanto nella loro composizione sono presenti svariati elementi tossici quali Tensioattivi, Complessanti, Sbiancanti, Perossidi, Conservanti, Profumi, Coloranti e Perlanti: componenti generalmente non biodegradabili e spesso inutili. Questo è un punto fondamentale. Non si tratta di allarmismo gratuito ma di semplice buon senso: perché causare danni a noi stessi e all’ambiente se possiamo evitarlo?

Sapone chimico e naturale
I detersivi chimici sono i successori del «caro vecchio sapone», la risposta alla necessità di velocità e comodità che contraddistingue la nostra epoca

False certezze, falsi problemi
In fondo i detersivi chimici sono i successori del «caro vecchio sapone», la risposta alla necessità di velocità e comodità che contraddistingue la nostra epoca, adagiata sulla convinzione che industrializzazione sia sinonimo di efficacia e risparmio. La possibilità di utilizzare prodotti naturali (superata la diffidenza del termine) viene quasi ritenuta un vizio antidemocratico, un lusso riservato a quella ristretta élite di persone che può permetterselo.

Iniziamo allora con lo sfatare alcune false credenze.

L’efficacia come mito
L’alternativa esiste ed è davvero alla portata di tutti. Nei detersivi naturali, siano essi eco-biologici (dove il biologico è un valore aggiunto alla sicurezza, già data, di non causare danni all’ambiente) o fatti in casa, i complessati sostituiscono i fosfati che sono insolubili e ostruiscono gli scarichi; i tensioattivi vegetali sostituiscono quelli derivati dal petrolio; gli enzimi naturali sostituiscono quelli manipolati geneticamente; il percarbonato sostituisce il sodio perborato, altamente inquinante e gli olii essenziali (da non confondersi con le essenze profumate) sostituiscono gli aromi sintetici, causa di svariate allergie.
Al di là delle formule e dei termini tecnici, non noti a tutti, ma con i quali sarebbe bene iniziare a familiarizzare, possiamo essere certi che utilizzeremo prodotti composti da tensioattivi vegetali completamente biodegradabili. Il risultato finale è davvero soddisfacente ! Provare per credere…

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