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Ecodensità per eliminare Co2. Più o meno ecologico?

Articolo di Giacomo Magatti www.yeslife.it

tokyo

Secondo la teoria dell’ecodensity, il futuro delle città è di concentrare la densità abitativa per ridurre gli spostamenti, e quindi le emissioni di co2, e aumentare in questo modo l’efficienza energetica.

Forse per la prima volta nella storia, c’è la sensazione che lo spazio sul pianeta si stia esaurendo. I concetti di sostenibilità ambientale e rispetto per le risorse, tra cui c’è evidentemente anche il suolo, chiudono le porte alla percezione di avere spazio infinito da occupare. Anzi, l’urgenza diventa quella di preservare le poche aree libere e ottimizzare quanto già occupato. Concetto che però sembra stridere decisamente di fronte alla crescita demografica mondiale.
La teoria dell’ecodensity potrebbe dare una risposta alla premessa appena fatta. L’idea è al tempo stesso molto semplice e apparentemente assurda: l’aumento di densità è la scelta più ecologica ed avvicina alla sostenibilità urbana. C’è molto sostegno tra gli studiosi all’ipotesi dell’inurbamento di massa per cui si ritiene che nel mondo si consolideranno una ventina di megalopoli da cinquanta-cento milioni di abitanti ciascuna, nate dalla fusione di grandi città vicine tra di loro.
L’immagine che se ne ottiene è di un mega concentrato di strutture antropiche che non è francamente quanto corrisponda comunemente al concetto di ecologico e sostenibile.
Effettivamente però lo scenario opposto dell’ideale della villetta unifamiliare per tutti potrebbe creare molti più impatti negativi. La concentrazione della densità porterebbe infatti alla riduzione degli spostamenti di persone e cose e farebbe aumentare il risparmio energetico, tutto certamente a patto di costruire edifici efficienti e con spazi verdi; in pratica usare la densificazione per proteggere l’ecologia locale e globale e per ridurre l’impronta ecologica della città. Cioè al posto che andare a erodere nuovo terreno da edificare, riconvertire quanto già c’è, aumentando la densità abitativa mantenendo al contempo standard elevati di qualità della vita e bassi impatti ambientali. È la stessa idea proposta per la gestione dell’area metropolitana milanese in vista dell’expo 2015.

La prima città che ha fatto della ecodensità un suo obiettivo è stata Vancouver che nel 2007 ha lanciato un progetto di gestione urbana tendente alla densificazione. Secondo l’esperienza canadese, con l’ecodensity innanzi tutto diminuirebbero gli spostamenti in automobile e quindi le emissioni di co2, e si avrebbero altri vantaggi come rendere più accessibili i prezzi degli alloggi, rendere le città più competitive perché meno dipendenti dai combustibili fossili, determinando così un grande impatto positivo sul cambiamento climatico.

La novità è che ora ci sono delle nuove città studiate a tavolino per essere totalmente costruite secondo i principi di ecodensità.
È quanto sta avvenendo in Cina, e l’esempio è quello della città di Jingwu del distretto di Xiqing nella municipalità di Tianjin, dove quella che adesso è una cittadina rurale verrà “densificata” decuplicandone l’indice abitativo. Il concorso per la realizzazione del progetto di questa nuova città è stato vinto dall’architetto Joseph Di Pasquale, dello studio milanese AM Progetti. La municipalità di Tianjin conta oltre 10 milioni di abitanti e si prevede che nei prossimi dieci anni si fonderà con Pechino per formare un’unica mega città da circa 100 milioni di abitanti. Da luglio Pechino e Tianjin sono collegate da un treno che percorre i 180 km che separano le due città in appena 27 minuti, viaggiando a oltre 350 km orari.
La nuova Jingwu, che si trova alla periferia di Tianjin e che ora conta soli 7 mila abitanti, ospiterà circa 75 mila persone ed occuperà un’area di 5 km quadrati, con edifici ideati e costruiti tramite criteri di ecosostenibilità che secondo il progetto garantiranno elevati standard qualitativi ambientali e urbani, rendendo questa nuova città una vera e propria Eco-Town.

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