Archivio per maggio, 2009
Elogio della bicicletta. Un libro da leggere pedalando.
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La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare 18 al posto di un’auto, se ne possono spostare 30 nello spazio divorato da un’unica vettura. Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un’ora, ci vogliono 12 corsie se si ricorre alle automobili e solo 2 se le quarantamila persone vanno pedalando in bicicletta.
Ivan Illich
Una appassionata e convincente apologia della bicicletta: della sua bellezza e saggezza, della sua alternativa energetica alla crescente carenza di energia e al soffocante inquinamento. Un libro leggero e piacevole da leggere pedalando.
Le Regioni dicono NO al nucleare. Da www.sviluppoenergia.blogspot.com
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Passato al senato il decreto che darà il via al “ritorno al nucleare”. Incredibile a credersi (o forse no) ma l’Italia si stà avviando verso una regressione in ambito di approvvigionamento; mentre altri paesi si mobilitano per lo smantellamento delle centrali nucleari noi avviamo progetti costosissimi che non potranno essere funzionanti prima di una decina di anni.
Alla richiesta del governo di individuare siti idonei alla costruzioni di impianti di produzione nucleare le regioni rispondono “No, grazie.” e chiedono di seguire le indicazioni della’unione europea che vuole ridurre del 20% consumi ed emissioni di gas serra in atmosfera entro il 2020, e di aumentare della stessa percentuale la quantità di energia prodotta attraverso le fonti rinnovabili.
Questo si legge sul sito della regione Toscana:
Secondo l’assessore regionale all’energia e all’ambiente è impossibile imporre queste scelte per decreto, passando sulla testa dei cittadini, senza contare che la tecnologia che il Governo vuole sposare è vecchia, insicura ed antieconomica. Con la previsione dell’autorizzazione unica, sostitutiva di ogni licenza, esclusa la valutazione di impatto ambientale si rischia di mortificare sia le istituzioni locali che i cittadini .
Secondo la Regione il Governo invece di puntare sulle rinnovabili e dare impulso alla nuova green economy, avvia il Paese su una strada irta, pericolosa e che non porta alla soluzione del problema energia.
Già oggi la Toscana produce quasi il 30% del fabbisogno energetico attraverso fonti rinnovabili e si punta al 50% per il 2020.
Guerrilla Gardening – Giardinaggio d’assalto nella tua città!
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Si chiama Guerrilla Gardening, si potrebbe tradurre come giardinaggio d’assalto, è un movimento nato circa tre anni fa a Milano con l’obiettivo di opporsi al degrado urbano ricreando aree verdi dove il verde è stato lasciato a sè stesso, abbandonato. Con lo slogan “trasformiamo il cemento in fiori” i guerriglieri si ripropongono di agire con veri e propri “attacchi verdi”: muniti di zappa e rastrello vanno alla ricerca di zone verdi e aiuole lasciate all’incuria per piantare alberi e fiori e abbellire la città. Si tratta di piccoli atti dimostrativi di veri e propri appassionati di verde, indipendenti, ma pronti a coinvolgere chiunque voglia contribuire al rinverdimento della città. Il primo gruppo era formato da giovani milanesi che tuttora danno consigli e ispirazione ai nuovi guerriglieri. I cittadini approvano e apprezzano, le aziende di giardinaggio danno una mano e nuovi gruppi di guerrilla gardening stanno nascendo in tutta Italia.
Da poco è in libreria il manuale dei giardinieri guerriglieri, “Guerrilla Gardening”, firmato da Michele Trasi e Andrea Zabiello, edito da Kowalski.
Se vuoi saperne di più visita il sito
Enel apre al minieolico, di Mauro Spagnolo, da rinnovabili.it
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Grandi impianti o microgenerazione distribuita? Una alternativa possibile.
L’Enel Green Power lancia le sue strategie commerciali nel settore eolico di piccola taglia diffondendo i mini-impianti attraverso la propria rete in franchising di Enel.si, composta da circa 450 installatori, presenti su tutto il territorio nazionale.
La società Enel Green Power, dedicata allo sviluppo ed alla gestione delle fonti rinnovabili in Italia e nel mondo, ha lanciato a Roma una nuova iniziativa espressamente rivolta all’innovazione di settore. Protagonista il mini-eolico, l’ultimo erede tecnologico dei vecchi mulini a vento che, se in Paesi come gli Stati Uniti ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione, in altri, come l’Italia, nonostante la maturità della tecnologia e la presenza di incentivi ad hoc, sembra ancora stentare a decollare.
Eppure, come è emerso dall’incontro capitolino, nel nostro Paese esistono grandi potenzialità e, nonostante un quadro normativo ancora non uniforme, sono presenti Regioni come Puglia, Toscana, Lazio e Campania che iniziano a mostrare una sensibile vocazione eolica. Continua..
La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL. Maurizio Pallante
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Dall’introduzione del volume:
Agli studenti di economia insegnano, come riaffiora dai ricordi giovanili di un economista di grandissimo successo, che i conti tornano solo se sono preceduti dal segno piú. E prova a farglielo entrare in testa che la produzione non può crescere all’infinito perché le risorse del pianeta non lo sono e non è infinita la sua capacità di metabolizzare le sostanze di scarto emesse dai processi produttivi, dai prodotti nel corso della loro vita e dai rifiuti in cui prima o poi si trasformano. Sempre piú in fretta se si vuole che la produzione cresca. Un’economia che non cresce è considerata come un pesce che non nuota. Una contraddizione in termini. Un incubo di cui si può parlare solo per perifrasi. Invece, se cresce e quanto piú cresce…
Premiati i custodi della Biodiverrsità A. Cianciullo da Repubblica
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C’è Slimane Bekkay, un agricoltore algerino avvolto in una grande tunica bianca, è piccolo e porta una meletta minuscola ma profumatissima: senza di lui non esisterebbe più. C’è Isabella Dalla Ragione, che assieme al padre Livio creando Archeologia arborea ha salvato dall’estinzione la pera ghiacciola, che disseta più di un bicchier d’acqua, e la mela agostina, piena di liquido come una spremuta. Ci sono Carlo Petrini e Antonio Onorati, che si battono per difendere le basi genetiche e sociali dell’agricoltura. C’è Jose Esquinas-Alcazar, che prima ha raccolto 400 varietà di melone in Spagna e poi ha passato 22 anni alla Fao a difendere le diversità delle colture. Ci sono Panagiotis Sainatoudis, che ha recuperato 1.500 varietà vegetali e le ha distribuite a 30 mila contadini greci, e Ismail Abdel Galil, il fondatore della banca genetica del deserto egiziano. Sono i custodi della diversità nel Mediterraneo premiati in Campidoglio. Le loro sono storie di resistenza, resistenza alla pialla che livella il pianeta cancellando la ricchezza che la vita ha accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione.
Continua..
Casa Attiva, produce più energia di quella che consuma
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Notizia tratta da www.corriere.it; seganalata da Pasquale Mormile

La prima “casa attiva” a emissioni zero: genera più energia di quella che consuma
È stata costruita a Lystrup, vicino Aarhus, in Danimarca. La progettista: «Stiamo costruendo un’idea»
Produce più energia di quella che consuma, ha un computer centralizzato che controlla temperatura e clima degli interni ed è superecologica. La prima “casa attiva” (Active House), abitazione che usa tecnologie innovative in grado non solo di rendere gli alloggi autosufficienti da un punto di vista energetico, ma anche capaci di produrre energia in eccesso, è stata costruita a Lystrup, quartiere periferico di Aarhus, in Danimarca. L’unica pecca è il prezzo: l’abitazione costa circa 570.000 euro. Un giornalista del quotidiano inglese Guardian è andato sul posto per vedere questo gioiello tecnologico a emissioni zero.
RISCALDAMENTO ED ELETTRICITA’ – La parte del tetto che si affaccia a sud è coperta completamente da pannelli solari e da cellule fotovoltaiche: l’energia assorbita dai primi sarà utilizzata per riscaldare la casa, mentre le seconde convertiranno l’energia dei raggi del sole in elettricità. Il computer controllerà le temperature interne ed esterne e automaticamente aprirà o chiuderà le finestre quando è necessario. L’energia in eccesso potrà essere venduta dai proprietari della casa agli enti pubblici della zona e secondo il Guardian in 30 anni, i guadagni ottenuti dovrebbe coprire la somma versata per costruire la casa.
CONVENIENZA – Secondo gli studiosi questo tipo di abitazione è molto più conveniente delle cosiddette “case passive”, molto di moda in alcuni Stati ecologisti, come l’Austria, la Germania e i paesi scandinavi. Le case passive riescono ad ottenere «il benessere termico> grazie alla particolare forma dell’ edificio che consente di risparmiare circa l’80 per cento dell’energia rispetto a una casa normale (in queste abitazioni è quasi nullo l’utilizzo di elettrodomestici o di impianti convenzionali come i termosifoni o le caldaie). Tuttavia, le case attive, grazie alla loro innovativa tecnologia riescono a far meglio perché producono un eccesso di energia e sono completamente ecologiche. «Molte persone credono che se una cosa è ecologica, deve essere per forza complicata» afferma Rikke Lildholdt, project manager che ha ideato questa casa attiva. Invece secondo la progettista non vi è nulla di complesso: «Si tratta di vivere una vita confortevole in una casa che produce più energia di quella che usa» dichiara entusiasta la Lildholdt.
PRIMA FAMIGLIA – Quella dei Simonsen sarà la prima famiglia a vivere in questa casa supertecnologica. In tutto, il nucleo familiare è costituito dal Sverre, il capofamiglia, Sophie, sua moglie e due bambini, uno di otto anni e l’altro di sei. Si trasferiranno il prossimo primo luglio e resteranno nell’abitazione circa un anno. Durante questo periodo scriveranno giorno dopo giorno un diario per raccontare le loro impressioni e il loro rapporto con la casa. Alla fine l’unica pecca sembra essere il prezzo, forse un po’ eccessivo: la casa costa circa 570.000 euro, ma secondo Lildholdt quando diventerà un “prodotto commerciale” il suo prezzo non supererà quello di un normale trilocale. Attualmente altre nove case attive sono in costruzione in Europa. «Non stiamo costruendo case. Stiamo costruendo un’idea» commenta orgogliosa la Lildholdt.
Francesco Tortora
21 maggio 2009 (ultima modifica: 22 maggio 2009)
Temperature e variazioni
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Nel clima e nell’evoluzione il tempo in cui le variazioni avvengono è una variabile determinante. Da sempre la Terra è un pianeta vivo, che cambia. La sua principale caratteristica è di possedere un’atmosfera che trattiene il calore e regola la distribuzione dell’umidità, di essere in buona parte ricoperta da acqua e di avere delle terre emerse che si spostano durante ere geologiche, modificando continuamente l’orografia e le condizioni climatiche. Da un unico supercontinente, Pangea, ai 5 continenti attuali, che continuano a scivolare sulla superficie magmatica delle tettonica a zolle.
A questo processo di trasformazione contribuiscono le oscillazioni dell’inclinazione dell’asse terrestre, una delle forze che per prima hanno sottoposto il pianeta alle ere glaciali, e le variazioni dell’attività solare, alcune periodiche, che modificano la quantità di energia che la Terra riceve.
Fenomeni planetari ed eventi legati ai movimenti del sistema solare e all’espansione delle galassie che, anzichè danneggiare la vita, grazie ai meccanismi evolutivi, ne hanno permesso la fioritura in una incredibile varietà di forme. Si è scoperto che la vita prospera in condizioni ritenute impossibili fino a pochi anni fà, nelle sorgenti termali sottomarine ad oltre 130 °C, nei deserti inospitali in attesa per decenni o secoli delle condizioni ottimali per riprendersi, sotto i ghiacci polari e nella oscurità delle caverne, senza luce, elaborando forme originali di trasformazione dell’energia.
Al punto che i batteri detti estremofili, per la loro capacità di vivere in condizioni estreme, si ipotizza che potrebbero essere trasportati dai venti in alta quota, raggiungere la stratosfera e disperdersi nello spazio, viaggiando nell’infinità dell’universo e raggiungendo altri pianeti, teoricamente ancora in grado di riprendere le loro funzioni vitali.
Case da tapparsi il naso
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Un gruppo di studenti indonesiani ha sviluppato dei mattoni a partire dal letame delle mucche: leggeri, resistenti, ecologici… e socialmente utili
Bistrattati, deprecati, confinati da millenni in fogne e latrine, gli escrementi diventeranno il materiale tuttofare del futuro? A guardare ciò che sta succedendo in vari paesi del mondo sembrerebbe proprio di sì: mentre in Svezia li utilizzano per produrre carburanti per autobus alternativi ed ecologici, in Indonesia li impiegano come materiale da costruzione a basso costo, eco sostenibile e con un’alta valenza sociale. Un team di studenti della Prasetiya Mulya Business School ha vinto l’edizione 2009 di una gara per progetti eco sostenibili grazie agli EcoFaeBrick, dei mattoni fatti con… escrementi di mucca. Gli ecomattoni sono fino al 20% più leggeri e più forti rispetto a quelli tradizionali e la loro realizzazione non richiede l’apertura di grandi miniere di argilla.
Della mucca non si butta via niente. Realizzati con una miscela di sterco bovino al 75% (il resto è argilla), sono cotti in forni alimentati a biogas e la loro produzione comporta emissioni di CO2 molto più basse rispetto ai sistemi tradizionali. Non solo: i mattoni ecologici aumentano fino al 53% il reddito dei contadini che li producono e spesso si tratta di ex minatori rimasti disoccupati a causa dell’esaurimento delle miniere.
Fonte: Focus.it
Calabria: trovato il corallo nero
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E’ nel mare di Calabria, nei pressi di Scilla, che si staglia la più grande foresta di corallo nero del mondo. A documentare la presenza della foresta di corallo nero (che di nero, però, ha solo lo scheletro) più estesa del mondo è stato Rov, un robot sottomarino utilizzato per le analisi e per osservare, filmare e fotografare. “Rov”, comandato dalla superficie, si è immerso con il suo occhio elettronico nei fondali del Tirreno calabrese per catturare e restituire immagini mozzafiato di specie di coralli, gorgonie, alcionari, pennatulacei e pesci rarissimi, molti dei quali mai osservati nel loro ambiente naturale.
I fondali marini rocciosi, che si trovano a profondità comprese tra i 50 e i 450 metri, rappresentano, per gli studiosi di biologia marina, delle vere e proprie miniere in materia di biologia e ecologia. La scoperta fatta dagli studiosi marini dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, impegnati in un progetto di monitoraggio della biodiversità marina in Calabria, apre quindi a scenari interessanti. “Comprendere il funzionamento dell’ecosistema marino, la sua risposta ai cambiamenti naturali e a quelli indotti dalle attività umane – afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, già ricercatore e commissario straordinario dell’Icram – è di importanza centrale per una corretta gestione di questo complesso territorio”.
Inoltre, sempre in Calabria, nel Golfo di Lamezia, sono state osservate, a circa 150 metri di profondità, per la prima volta nel loro ambiente naturale, cinque altre colonie di un’altra specie di corallo nero, il rarissimo “Antipathes dichotoma“. Risultato non da poco se si pensa che, a livello mondiale, sono stati raccolti e studiati solo cinque esemplari di questo coralligeno, l’ultimo dei quali, individuato nel 1946 nel Golfo di Napoli, venne donato al Museo dell’Università di Harvard.
Fonte: Diregiovani.it
