Silvia Raggi

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Le Regioni dicono NO al nucleare. Da www.sviluppoenergia.blogspot.com

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Passato al senato il decreto che darà il via al “ritorno al nucleare”. Incredibile a credersi (o forse no) ma l’Italia si stà avviando verso una regressione in ambito di approvvigionamento; mentre altri paesi si mobilitano per lo smantellamento delle centrali nucleari noi avviamo progetti costosissimi che non potranno essere funzionanti prima di una decina di anni.

Alla richiesta del governo di individuare siti idonei alla costruzioni di impianti di produzione nucleare le regioni rispondono “No, grazie.” e chiedono di seguire le indicazioni della’unione europea che vuole ridurre del 20% consumi ed emissioni di gas serra in atmosfera entro il 2020, e di aumentare della stessa percentuale la quantità di energia prodotta attraverso le fonti rinnovabili.
Questo si legge sul sito della regione Toscana:

Secondo l’assessore regionale all’energia e all’ambiente è impossibile imporre queste scelte per decreto, passando sulla testa dei cittadini, senza contare che la tecnologia che il Governo vuole sposare è vecchia, insicura ed antieconomica. Con la previsione dell’autorizzazione unica, sostitutiva di ogni licenza, esclusa la valutazione di impatto ambientale si rischia di mortificare sia le istituzioni locali che i cittadini .
Secondo la Regione il Governo invece di puntare sulle rinnovabili e dare impulso alla nuova green economy, avvia il Paese su una strada irta, pericolosa e che non porta alla soluzione del problema energia.

Già oggi la Toscana produce quasi il 30% del fabbisogno  energetico attraverso fonti rinnovabili e si punta al 50% per il  2020.

Ma non solo la Toscana dice no al nucleare :

Mercedes Bresso (Pd), presidente del Piemonte: «Mi opporrò in ogni modo – ha fatto sapere in un intervista a Repubblica – ci provino e io appena scopro che area hanno scelto ci metto un vincolo agricolo, poi vediamo chi la spunta»

Nichi Vendola (Sl), presidente della regione Puglia: «Dovranno venire con i carrarmati per imporre le centrali atomiche nella nostra regione. La Puglia è pronta non ad accogliere il nucleare ma a costruire una ribellione popolare nei confronti di un’ipotesi semplicemente offensiva e demenziale. Si svela la cultura reale di un governo che, mentre sbandiera il federalismo, ci propone il copione di un centralismo autoritario»

Filiberto Zaratti, assessore all’ambiente della Regione Lazio «L’opzione nucleare non è prevista nel piano energetico regionale, la strada tracciata per la nostra regione è quella dell’efficienza energetica e delle rinnovabili»

Queste sono in particolare le risposte delle regioni potenzialmente interessate da una possibile locazione di centrali nucleari, ma in generale tutte le regioni italiane si sono manifestate contrarie all’utilizzo di questa ormai obsoleta tecnologia che, oltre al rischio, inevitabile, per quanto possa cercare di affermare il contrario l’amministrazione Berlusconi, comporta problematiche di stoccaggio, di costi, di smaltimento di scorie e di difficile reperibilità dell’uranio che presto porterebbe ad un alto rapporto costi/benefici.

Si crea quindi una forte spaccatura tra governo ed enti locali sulla questione.

Fonte: http://sviluppoenergia.blogspot.com/

1 Commento »

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Una Risposta a “Le Regioni dicono NO al nucleare. Da www.sviluppoenergia.blogspot.com”

  1. 1

    Palma dice:

    anch’io sono contraria al nucleare! Uniti formeremo una grande forza di contrapposizione contro chi vuole aggiungere altra rovina su questa Terra già ampiamente violentataaa!!!!

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