Equilibrio
Pubblicato da admin
L’equilibrio è per definizione una condizione di precarietà. Si determina quando forze opposte si equivalgono e portano un sistema nello stato di quiete apparente.
Il sistema in equilibrio può essere un oggetto molto semplice, ad esempio una sfera su di un piano, soggetta a forze elementari, come la forza di gravità e la resistenza all’attrito. Fino a quando il piano su cui si trova la sfera non si inclina superando il gradiente tra attrito e forza di gravità la sfera rimane immobile. Ma ha in sè tutte le forze che ne possono scatenare la corsa fino al prossimo punto di equilibrio.
In un sistema complesso, come una catena alimentare, o un’organizzazione sociale, le forze che determinano la precaria condizione di equilibrio possono essere tantissime, alcune apparentemente minime, ma pur sempre capaci di influenzare il sistema. Più la complessità aumenta, più un cambiamento, piccolo e insignificante, può scatenare le forze che il sistema contiene in sè e farle deflagrare fino al raggiungimento di un nuovo, diversissimo, punto di equilibrio. Chi sta ai vertici di una catena alimentare o di un sistema sociale è il soggetto che nel cambiamento rischia di più.
Il sistema interconnesso più complesso in assoluto è rappresentato da Gaia.
L’ipotesi Gaia è una teoria formulata per la prima volta solo nel 1979 dallo scienziato inglese James Lovelock, dove per Gaia si intende l’intero pianeta vivente e si basa sul concetto che gli oceani, i mari, l’atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre variabili geofisiche garantiscono condizioni idonee alla presenza della vita sulla terra proprio grazie al comportamento degli esseri viventi. In pratica la possibilità della vita di mantenersi ed evolversi è garantita dal feedback attivo svolto in maniera autonoma ed inconsapevole da ogni sistema di vita animale e vegetale che in un specifico ambito si sviluppa. Acidità e salinità dell’acqua, temperatura, composizione dell’atmosfera, sono tutti parametri che vengono mantenuti in equilibrio ed il più possibile costanti grazie alla relazione di fattori di regolazione automatici. In pratica il sistema Gaia comprende organismi viventi che crescono e si riproducono sfruttando ogni nicchia disponibile.
Una delle componenti più sofisticate di Gaia è l’atmosfera: variare la composizione dei gas che la caratterizzano è un esperimento ad alto rischio, che solo la specie umana poteva avere la razionale follia di mettere in pratica. Non a caso la nostra era geologica venne definita Antropocene dal premio nobel Paul Crutzen nel 2000. Siamo nell’era in cui l’uomo modifica le condizioni stesse del pianeta. Nessuna specie vivente aveva mai ambito a tanto, nessuno di noi sa con certezza a cosa ci porterà.
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