Silvia Raggi

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Idrati di metano: che cosa sono?

metidr01Gli idrati di metano, conosciuti anche come il “ghiaccio che brucia”, sono una forma chimica in cui il metano si deposita in immensi giacimenti sotto il fondo del mare. Alle giuste condizioni di temperatura e pressione si formano delle catene, gli idrati, composte da 6 molecole d’acqua ghiacciata che imprigiona una molecola di metano, e che si depositano sotto il fondo del mare anzichè salire in superficie ed evaporare. I depositi di idrati di metano, che si possono trovare a profondità tra i 200 e i 4.000 metri, nelle paludi della tundra gelate dal permafrost e sotto i ghiacci artici, rappresentano in assoluto la quota maggiore di metano presente sulla terra; si stima che in questa forma ne sia immagazzinato almeno due ordini di grandezza in più che nei giacimenti terrestri.

Per dare un’idea si tratta del doppio di tutta l’energia immagazzinata nei depositi fossili conosciuti di gas, carbone e petrolio. Si tratta di una forma molto instabile, che se disturbata può degenerare rapidamente nella forma gassosa, ed esplodere o prendere fuoco. Può bastare anche un piccolo aumento di temperatura localizzato e si formano enormi bolle gassose che risalgono alla superficie, uccidendo tutto ciò che incontrano e disperdendosi nell’atmosfera, con grande danno per l’effetto serra, dato che il metano ha un potere climalterante 23 volte maggiore della CO2. Gli idrati di metano sono stati coinvolti 55 milioni di anni fa in una fase di riscaldamento globale che ha interessato tutto il pianeta, nota come PETM, Massimo Termico Paleocene-Eocene, che ha costretto alla migrazione gli animali dalle zone subtropicali alla alte latitudini e alla scomparsa del 70% degli esseri viventi marini. Per intenderci l’ultima delle grandi estinzioni di massa, quella che ha posto fine sulla Terra all’era dei dinosauri.
Gli idrati di metano sono una forma di conservazione del metano sconosciuta fino all’inizio del Novecento. Negli ultimi anni sono oggetto di studio da parte delle compagnie che si occupano di energia. Se si scoprisse un sistema sicuro per estrarli da sotto il mare si potrebbero realizzare enormi profitti.

Una dispersione anche solo del 4% porterebbe, a causa del forte effetto serra del metano, ad un ulteriore incremento nella crescita delle temperature, non ne abbiamo certo bisogno. Un altro delicato problema è la forma solida in cui si trovano gli idrati di metano, in pratica sono depositi sul fondo del mare che con il loro peso sostengono parte delle scarpate continentali, se coinvolti in un rapido processo di prelievo, porterebbero a condizioni di instabilità geologica. L’enorme maremoto che colpì il nord Europa circa 8.000 anni fa secondo alcuni ricercatori fu causato proprio dal rapido disgregarsi delle catene di idrati che portò a improvvisi crolli sottomarini.

4 Commenti »

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4 Risposte a “Idrati di metano: che cosa sono?”

  1. 1

    Silvia dice:

    Sto leggendo “Il quinto giorno” di Frank Schatzing, in cui gli Idrati di metano la fanno da padroni. Questo articolo ha fatto chiarezza su cosa sono e il pericolo che potrebbero rappresentare e che non é fantascienza.
    Grazie.
    Silvia Lagasio

  2. 2

    ranocchius dice:

    trovato idrato di metano leggendo un libro di clive cussler,lo zar degli oceani.
    libro interessante,articolo soddisfacente.

  3. 3

    simo dice:

    grazie Silvia.
    sto anche io leggendo “IL QUINTO GIORNO” di Frank Schaetzing – che trovo un vero genio! – e il tuo articolo ha reso tutto piu’ chiaro e, se possibile, ancora piu’ interessante. Leggero’ anche il tuo appena possibile.
    thanks a lot.
    simonetta

  4. 4

    Alberto dice:

    Anch’io sto leggendo “Il quinto Giorno” di Frank Schatzing – incredibile quanto quel libro sia scientificamente accurato! Tutte le informazioni di questo articolo sono contenute anche nel libro, e combaciano perfettamente.

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